“In Seconda Commissione, quella che si occupa tra l’altro di ‘Finanze e Bilancio’ presieduta da Felice Scarano, nei giorni scorsi si è discusso di Bucaletto alla presenza di Gerardo Lariccia, responsabile dell'Ufficio manutenzione, chiamato a relazionare sulle presunte assegnazioni e/o occupazioni illegittime di prefabbricati nel corso degli ultimi anni”: a renderlo noto il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Savino Giannizzari. “Ebbene, alcune sorprese sono subito emerse: infatti, si è venuti a conoscenza di un dato ufficiale; che sancisce il 2002 come anno limite alle assegnazioni, – prosegue Giannizzari – con la previsione di alcune deroghe per alcuni nuclei familiari. Questa opportunità lascia un sospetto: è stata la porta per consentire operazioni non del tutto trasparenti, amplificando così la drammatica situazione ormai stranota della così detta ‘Cittadella’? Inoltre, ironia della sorte, una Legge Regionale: testo 12.02.2007 N.24, integrata dalla Legge Regionale del 27.01.2015, ha sancito una sanatoria su tutti i casi di occupazione non conforme alle regole così come previste negli articoli 34 e 35. Per fare un esempio: al numero 4 dell'articolo 34 prevede che l'occupazione da parte di una persona che per un periodo di due anni è entrata nel nucleo familiare dell'assegnatario, è legittima. Nell’assurdo con l'integrazione nel 2015 alla legge regionale è stata inserita l'equiparazione del prefabbricato ad alloggio, o viceversa, e censiti nel catasto come unità immobiliari. L'Amministrazione comunale non ha mai adottato questa legge, come ha riferito l'ingegner Lariccia, in quanto in netto contrasto con il regolamento comunale per le assegnazioni. Anche se una sorta di sanatoria, nella fattispecie poi è avvenuta nei fatti, deve far riflettere sui reali risultati ottenuti. La domanda è: come può l'Amministrazione comunale applicare la legge cittadina se ne viene fatta una regionale, quindi superiore, che va in direzione diversa? Come si possono trasformare degli alloggi per assegnazioni temporanee in immobili accatastati come unità immobiliari? Per fare cassa? Quanto è costata questa l'operazione e chi ne ha tratto vantaggio? A favore di chi? Eppure, pare che di progetti che prevedono la demolizione ci circa 110 prefabbricati ce ne sono. Progetti rimasti nel cassetto per mancanza di fondi. Forse, un'Amministrazione più attenta avrebbe potuto immaginare di utilizzare uno dei tanti rivoli sui fondi europei o regionali per demolire quel quartiere e riqualificarlo. A questo punto è lecito domandarsi se anche in questo caso, secondo i vecchi canoni di fare politica, conviene di più tenere i cittadini sotto una sorta di ‘ricatto speranzoso’ in cambio di un solido bacino elettorale. Intanto, però, la stessa classe politica ci ha abituati a costose opere pubbliche di dubbia utilità e divenute oramai famose più per la loro bruttezza. Queste opere sono presenti in ogni luogo della città, dal Rione Cocuzzo a (c.d. serpentone) al Principe di Piemonte, e potremmo allungare la lista. Perché non impegnare il denaro pubblico per il vero bene dei cittadini? Tutte domande poste dai cittadini e accolte dal Movimento 5 Stelle ma che attendono da tempo le dovute risposte” conclude Giannizzari.
BAS 05