“Ancora un’altra eloquente e clamorosa contraddizione della giunta Altobello che dice sì all’eolico (o per lo meno non protesta) consentendo la costruzione di pale alte quasi 100 metri in contrada Finocchiaro, ovvero in casa nostra, e si indigna per la costruzione di due impianti di mini eolico dopo averne rilasciato la PAS, ovvero la Procedura Autorizzativa Semplificata". Lo afferma, in un comunicato stampa, il capogruppo del Pd nel Consiglio Comunale di Lavello, Giusi Fortunato.
"Mi spiego meglio: da una parte il Comune di Lavello permette che si realizzi un obbrobrio in casa nostra, alla faccia di vincoli paesaggistici e del consumo del territorio (questo sì che è “eolico selvaggio”) vantandosi, per altro, di utilizzarne le royalties derivanti per il proprio Piano di Sviluppo Locale, dall’altra è sempre il Comune di Lavello (e quindi il sindaco Altobello, e quindi la sua giunta e quindi l’Assessore all’Ambiente Annalisa Di Giacomo) ad aver rilasciato le due autorizzazioni per l’istallazione dei due impianti di mini eolico che, poiché non producono royalties, possono anche essere contestati.
Quindi, dopo le sue dichiarazioni alla stampa, mi chiedo: contro chi si ribella l’assessore Di Giacomo e a fianco di chi dice di schierarsi? La risposta è nei fatti: si ribella contro se stessa e si schiera a fianco dei cittadini cui impone, con le sue scelte, l’”eolico selvaggio”. Senza voler entrare ulteriormente nel merito delle royalties , delle serie questioni ambientali e degli interessi dei cittadini, credo che all’assessore Di Giacomo spetti fare una seria e non più rinviabile riflessione sul suo ruolo di Assessore all’ambiente “disinformato”, sul suo operato e soprattutto su quali sono le sue prospettive per il paese che pretende di continuare a governare. Un giovane assessore come lei non può e non deve permettersi di confondere i cittadini mistificando la realtà; dovrebbe dare un cambio di passo alla politica; dovrebbe rappresentare il valore aggiunto di questa maggioranza di governo e invece, come nelle peggiori tradizioni politiche, al danno “aggiunge la beffa”.
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