Codice rosa, Lacorazza: “Le istituzioni ascoltino le donne”

Per il presidente del Consiglio regionale, occorre “assumere in maniera seria il tema della rappresentanza di genere, affrontando in maniera diversa le tante questioni che riguardano l’universo femminile”

<p class="s10" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;"> &ldquo;Con il &lsquo;codice rosa&rsquo; &egrave; nata davvero un&rsquo;alleanza concreta contro le violenze sulle donne e sulle fasce deboli della popolazione. Ora si tratta di alimentare questo percorso virtuoso ma complesso, estendendo e rafforzando la rete di protezione e di sostegno per le vittime anche attraverso azioni di prevenzione&rdquo;. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza, a margine dell&rsquo;incontro pubblico promosso dall&rsquo;Ospedale San Carlo dal titolo &ldquo;Il rosa che unisce&rdquo;, che si &egrave; svolto oggi a Potenza.<br /> <br /> A parere di Lacorazza &ldquo;oggi le istituzioni, ed in particolare le assemblee elettive che hanno il compito di fare leggi, piani e programmi, devono migliorare la propria capacit&agrave; di ascolto della societ&agrave;. E devono essere in grado di costruire le risposte ai problemi sociali attraverso un percorso partecipato. Solo cos&igrave; &egrave; possibile fare leggi giuste. Deve migliorare innanzitutto la nostra capacit&agrave; di ascoltare le donne, che attraverso le proprie istanze organizzate pi&ugrave; volte, anche di recente, come nel caso della proposta di legge presentata sul tema del sostegno alla maternit&agrave;, hanno richiamato la politica e le istituzioni ad assumere il tema della rappresentanza di genere, affrontando in maniera diversa le tante questioni che riguardano l&rsquo;universo femminile&rdquo;<br /> <br /> &ldquo;Non &egrave; un caso &ndash; ha concluso Lacorazza &ndash; che l&rsquo;idea del codice rosa sia maturata nella discussione della Commissione regionale per la parit&agrave; e le pari opportunit&agrave;. Va dato merito a chi, elaborando l&rsquo;esperienza drammatica di tante persone che hanno subito violenza e si sono rivolte al servizio sanitario, ha avviato la discussione. Ed anche a chi ha saputo ascoltare, facendo propria questa proposta e trasformandola in un protocollo che ora va attuato concretamente. Da questa esperienza, che sosteniamo con convinzione, possono venire anche utili suggerimenti per il legislatore. Il mio impegno &egrave; quello di raccoglierli e di proporli all&rsquo;attenzione del Consiglio regionale, che deve mantenere alta l&rsquo;attenzione sul tema della prevenzione delle violenze che ancora oggi colpiscono le donne e la parte pi&ugrave; debole e indifesa della societ&agrave;&rdquo;.<br /> &nbsp;</p>

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