“La norma che prevede lo stop della prescrizione dopo il primo grado del processo entrerà in vigore a gennaio 2020, con il ddl anticorruzione, dopo l'approvazione della riforma del processo penale”. È quanto scrive in un comunicato stampa Marinica Cimadomo, responsabile regionale del Dipartimento Giustizia Fratelli d'Italia.
“La prescrizione è una causa di estinzione del reato decorso un lasso di tempo variabile a seconda della gravità del reato stesso. È un limite al potere punitivo dello Stato, una garanzia per l'imputato che non può essere punibile a vita e dev'essere garantito da una sentenza tempestiva oltre che giusta. Ci apprestiamo, quindi, ad assistere ad una sorta di rivoluzione della legalità.
Accantonata la risonanza demagogica presso l'opinione pubblica, la proposta rischia di violare il principio costituzionale della ragionevole durata del processo, volta a "scaricare" sull'imputato qualsivoglia inefficienza del sistema giustizia.
La prescrizione – prosegue la nota – è la perfetta sintesi tra principio dell'economia processuale e ragionevolezza giuridica. L'abolizione della prescrizione allungherebbe oltre ogni limite i processi penali, autorizzando i magistrati a rinvii destinati a perdersi nella notte dei tempi.
Di poco pregio appare l'assunto in base al quale gli avvocati "giocano" con la prescrizione. Il 70% dei reati si prescrive nella fase delle indagini, laddove gli avvocati non godono di nessun potere di intervento.
Il Dipartimento Giustizia FdI Basilicata ritiene che la riforma della prescrizione costituisca la inutile e gravissima soppressione di un importante istituto di garanzia, volta a trasformare il processo stesso in pena da scontare sine die.
Si auspica piuttosto una riforma atta a incrementare l'organico dei magistrati, carente in tutta Italia ed a potenziare le strutture prive dei più elementari strumenti. Gli avvocati penalisti si asterranno dalle udienze dal 20 al 23 novembre. Altro stallo, altre agitazioni. L'auspicio rimane la certezza del diritto”.