“Le scelte antisociali ipotizzate dal governo nella Legge di stabilità 2016 mettono a rischio l’assistenza previdenziale e fiscale per i cittadini, sia per l’oggi che per il domani”. È quanto denunciano i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro. I sindacati confederali, i patronati e i Caf di Basilicata, come nel resto del Paese, stanno organizzando iniziative di denuncia e di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica, delle istituzioni locali e dei parlamentari lucani. “La situazione è fortemente penalizzante ed inaccettabile – commentano Summa, Falotico e Vaccaro – perché i tagli previsti per il 2016 si aggiungono ai 35 mln dello scorso anno, inoltre viene introdotta una modifica alle modalità di calcolo dell’aliquota di prelievo dal fondo patronati, con la conseguenza che nei prossimi anni si determineranno ulteriori riduzioni dei finanziamenti compromettendo concretamente la stessa esistenza delle strutture di patronato e dei Caf. Il governo, anziché favorire e ampliare l’assistenza universalistica, in una fase così difficile per milioni di famiglie, decide e sceglie di sottrarre importanti risorse all’assistenza che andrà a colpire vaste fasce di cittadini. Un danno che milioni di cittadini italiani, anche in Basilicata, pagherebbero sulla propria pelle non potendo continuare a ricevere l’indispensabile assistenza previdenziale per le pratiche relative alla pensione, al sostegno al reddito, agli ammortizzatori sociali o per il riconoscimento di invalidità e di malattie professionali, per il funzionamento degli sportelli dedicati agli immigrati”.”Uguale sorte – continuano i tre dirigenti sindacali – si patirebbe anche sul versante fiscale: ovvero per l’assistenza alle dichiarazioni dei redditi, per l’Isee, per la verifica reddituale dei pensionati e per la tutela di tanti altri diritti sociali individuali che da solo il cittadino difficilmente riuscirebbe a gestire e ad ottenere. Tutele individuali che, nella pesante fase di crisi che il Paese sta vivendo, soprattutto al Sud, ha fatto crescere notevolmente la domanda di assistenza diretta ai patronati e ai Caf che stanno sopperendo ai demagogici comportamenti del governo e ai vistosi limiti e difficoltà che lo Stato continua a scontare nel rapporto con i lavoratori, i pensionati, i cittadini”.bas 03