CallMat: Cupparo, i fatti contano più della propaganda

L'assesore: "Su una vertenza così delicata servirebbe l’impegno di tutti, maggioranza e opposizione, per rafforzare il peso della Basilicata nei confronti del Governo e delle aziende coinvolte. La Regione continuerà a fare la propria parte, con serietà, trasparenza e determinazione".

L'assessore regionale Francesco Cupparo

Dichiarazione Assessore Sviluppo Economico Francesco Cupparo

“Leggo con stupore le dichiarazioni del Movimento 5 Stelle sulla vertenza CallMat. Comprendo la necessità dell’opposizione di svolgere il proprio ruolo, ma quando si parla del futuro di oltre 320 lavoratori e delle loro famiglie sarebbe opportuno attenersi ai fatti ed evitare rappresentazioni strumentali della realtà.
La Regione Basilicata non ha mai promesso soluzioni miracolistiche né ha mai smesso di lavorare per individuare percorsi concreti a tutela dell’occupazione. Tutte le iniziative intraprese sono state condivise nei tavoli istituzionali con il Governo nazionale, le organizzazioni sindacali e le parti interessate.
I circa 10 milioni di euro richiamati dal M5S non sono uno slogan né un annuncio propagandistico, ma risorse individuate per sostenere processi di innovazione, digitalizzazione e attrazione di investimenti capaci di generare nuova occupazione e consolidare quella esistente. Si tratta di percorsi complessi che richiedono procedure amministrative, verifiche e tempi tecnici che non possono essere compressi da slogan politici.
È altrettanto fuorviante sostenere che l’Avviso Basilimpresa Investimenti rappresenti uno “smantellamento” di CallMat. Al contrario, l’obiettivo della misura è favorire nuove opportunità occupazionali sul territorio e creare le condizioni affinché il maggior numero possibile di lavoratori possa trovare continuità lavorativa. Nessun intervento pubblico può sostituirsi alle scelte industriali di un’impresa privata, ma il compito della Regione è mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per attenuarne gli effetti sociali ed economici.
Sorprende, inoltre, che si tenti di decretare il fallimento di un avviso pubblico quando la procedura è ancora in corso. Un bando si giudica alla sua conclusione, sulla base degli investimenti realizzati, delle imprese coinvolte e dei posti di lavoro generati, non attraverso valutazioni preventive dettate da convenienze politiche. La Regione ha messo a disposizione uno strumento concreto, nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee. Chi oggi lo definisce inutile o inidoneo dovrebbe almeno attendere gli esiti finali prima di emettere sentenze definitive.
Per quanto riguarda le decisioni assunte da TIM e dalla governance aziendale, è evidente che esse non dipendono dalla Regione Basilicata. Proprio per questo continuiamo a chiedere responsabilità a tutti gli attori coinvolti, a partire dai committenti nazionali, affinché non venga disperso un patrimonio di competenze costruito in anni di attività.
Risulta pertanto singolare attribuire alla Regione responsabilità che appartengono a scelte industriali autonome delle aziende interessate. Così come appare improprio utilizzare il tema dell’intelligenza artificiale per alimentare allarmismi che nulla aggiungono alla ricerca di soluzioni concrete per i lavoratori.
Il rinvio del tavolo presso il MIMIT non è una scelta della Regione, che continua a sollecitare il confronto istituzionale e a sostenere ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei posti di lavoro. In queste settimane abbiamo lavorato con senso di responsabilità, lontano dai riflettori e dalle polemiche, perché i lavoratori hanno bisogno di soluzioni e non di slogan.

Su una vertenza così delicata servirebbe l’impegno di tutti, maggioranza e opposizione, per rafforzare il peso della Basilicata nei confronti del Governo e delle aziende coinvolte. Alimentare tensioni, diffondere ricostruzioni parziali o trasformare una crisi occupazionale in terreno di scontro politico non aiuta i lavoratori e non avvicina alcuna soluzione.
La Regione continuerà a fare la propria parte, con serietà, trasparenza e determinazione, come ha fatto fin dall’inizio della vicenda. I lavoratori meritano risposte concrete e risultati. È su questi che saremo giudicati, non sulle polemiche”.

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