Dopo le notizie pubblicate dal sito Basilicata 24 per il consigliere “occorre fare chiarezza e affrontare la questione in maniera trasparente, per il rispetto delle migliaia di volontari dell’associazione e per la tutela della salute dei cittadini”
“In considerazione di un recente articolo pubblicato sul portale della redazione giornalistica Basilicata 24, che mette in luce storie di ‘fatture sospette, rincari anomali dei bilanci dell’Avis regionale, di doppi incarichi per dirigenti', tra cui anche operatori dell’Asp e quindi del servizio pubblico, è necessario in maniera urgente fare chiarezza”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del Gruppo misto Giannino Romaniello, a parere del quale l’articolo “lancia un campanello di allarme a cui la Giunta regionale non può mostrarsi indifferente”. Per questo Romaniello chiederà di audire nella quarta Commissione consiliare permanente l’assessore alla Sanità “per fare chiarezza e affrontare la questione in maniera trasparente. È doveroso da parte del governo regionale rendere la questione trasparente, in primis per il rispetto di quel patrimonio umano caratterizzato dalle svariate migliaia di volontari che con le loro donazioni di sangue, garantiscono un’importante percentuale di donazioni in proporzione al numero dei nostri corregionali e in secondo luogo, se pur non per ordine di importanza, per la tutela della salute pubblica dei cittadini”.<br /><br />“È doveroso, altresì, fare chiarezza – aggiunge l’esponente del Gruppo misto – in merito ai costi sostenuti dalla Regione e verificare la loro compatibilità in media agli oneri sostenuti dalle altre Regioni italiane. La Regione Basilicata con apposita convenzione stipulata con l’Avis Basilicata il 21.03.2007 e registrata il 4.04.2007 con il n. 1336 e tacitamente rinnovata allo scadere dei 5 anni, sancisce l’impegno da parte dell’Avis di eseguire per conto della Regione Basilicata, tramite mezzi acquistati con il contributo della Regione stessa, il servizio di trasporto e la movimentazione delle unità di sangue su tutto il territorio regionale e extraregionale qualora lo richiedano le esigenze di tutela della salvaguardia della salute pubblica o di singoli cittadini. Le spese e i corrispettivi, stando a quanto previsto dall’art.3 della suddetta convenzione, prevede sia un rimborso spese, da parte della Regione, per i percorsi richiesti ed effettuati e sia il riconoscimento all’Avis una somma mensile, pari ad € 5.568,69 quale corrispettivo per il personale medico, paramedico e ausiliario addetto e per la copertura di tutte le spese necessarie allo svolgimento del servizio di cui trattasi. L’art.4 ne sancisce i pagamenti che la Regione provvederà a versare in favore dell’Avis. Mensilmente la somma di € 10.000 pari al corrispettivo per il personale medico, infermieristico ed autisti più una quota forfettaria del rimborso per i chilometri effettuati. Con cadenza semestrale, a prestazione della documentazione relativa ai percorsi effettuati ed autorizzati e, previa verifica effettuata dai responsabili dei servizi richiedenti la prestazione, si procede all’eventuale conguaglio delle spese sostenute”.<br /><br />“Considerando che, la legge n. 219/05 prescrive che debbano essere assicurati in modo uniforme su tutto il territorio nazionale i livelli essenziali di assistenza di medicina trasfusionale, nonché i requisiti di qualità e sicurezza dei prodotti del sangue delle prestazioni dei Servizi trasfusionali, anche attraverso l’esercizio condiviso di funzioni tecnico scientifiche, consulenza e vigilanza, e considerando che le Regioni sono tenute a farsi carico del rispetto delle complessive disposizioni normative in materia trasfusionale, è evidente che il ruolo dell’Avis e delle altre associazioni di donatori è di vitale importanza. Urge quindi fare chiarezza sui costi sostenuti e verificare la reale corrispondenza fra quanto acquistato e quanto realmente rendicontato (sacche per il sangue; emoteche e plasma-freezer utilizzati per la conservazione di sangue ed emoderivati, nel pieno rispetto delle direttive Ce, e i kit trasfusionali) nonché verificarne i costi relativi, comparandoli alla media nazionale. Si tratta quindi di fare chiarezza e verificare se, come riportato da Basilicata 24, vi sono state operazioni tese a gonfiare i rimborsi regionali sulle prestazioni trasfusionali. E’ necessario che l’assessore alla Sanità fornisca informazioni dettagliate, chiedendo alle aziende sanitarie una relazione puntuale sulle modalità di attuazione della convenzione sottoscritta tra Avis e Regione, chiarendo gli aspetti relativi ad eventuali incarichi assunti all’interno dell’Avis da parte di dipendenti pubblici. Tenuto conto che l’Avis è un associazione di volontariato senza scopo di lucro, sarebbe opportuno che la stessa renda i propri bilanci pubblici ed accessibili a tutti i soci e donatori , come avviene in altre Regioni italiane, al fine di evitare dubbi e perplessità sulle finalità della stessa e sulla gestione delle risorse, scongiurando in questo modo il rischio di rinuncia alla donazione da parte dei cittadini della nostra Regione che le hanno permesso di essere una delle poche realtà autosufficienti sul fabbisogno di sangue”.<br /><br /><br /><br />