(ANSA) – La vita degli abitanti dei Sassi, gli antichi rioni di tufo di Matera, esempio della progettualita' ecosostenibile incentrata su architettura, alimentazione e artigianato legati alle tecniche di estrazione e lavorazione delle cave di tufo, stanno caratterizzando a Matera l'attivita' del ''Vertical studio 2013'', il workshop-laboratorio di idee-progetto che coinvolge undici studenti delle delle Universita' di Basilicata e di Cardiff (Galles). L'iniziativa di laboratorio-verticale, sostenuta dal Comitato Matera 2019, e' stata ideata dall'architetto materano Graziella Corti, che vive a Londra, e da due professionisti locali, Rebecca Raponi e Gianpiero Latorre, che operano nel settore culturale. ''I concetti di cibo, cave e architettura – ha detto Raponi – ha consentito ai ragazzi di elaborare idee progetto incentrate sull'essenza del sopravvivere, tipico degli abitanti dei vicinati, e questo ha favorito la individuazioni di soluzioni utili anche per il vivere di oggi''. Tra queste vi sono la realizzazione di un orto domestico, composto da strutture modulari verticali su basi tufacee sulle quali far crescere piante ed erbe commestibili, limitatori di percorsi urbani utilizzando l'acqua, palmenti innovativi a struttura orizzontale per la raccolta e distribuzione del vino, oasi rivestite di tessuti per incontri o per l'ascolto dei suoni, piatti modulari per il pranzo e la cena ispirati al ''piatto unico'' che caratterizzava la tavola della tradizione contadina, una struttura reclinabile in legno per mangiare, sedersi o riposare. Le proposte saranno presentate il prossimo10 maggio a Cardiff, insieme al progetto di candidatura di Matera a capitale europea della cultura 2019, e alle esperienze che i ragazzi hanno effettuato sul territorio e in cucina preparando piatti tipici come ''la cialledda'' a base di pane, pomodoro, olio extra vergine di oliva, origano e rucola.
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