C’è un’urgenza etica che vibra tra le note del nuovo singolo di Mariano Caiano. Si intitola “Ammóre Malàto”, un manifesto di denuncia e un grido disperato volto a sensibilizzare gli indifferenti e far riflettere chi usa violenza. Pubblicato sotto l’etichetta lucana Epicentro Dischi, il brano è una dedica profonda a tutte le donne che subiscono abusi quotidianamente, un tema che l’artista ha sentito l’esigenza di tradurre in versi anni fa, attendendo il momento perfetto per consegnarlo al pubblico. Al centro di questa incisione emerge con forza il legame artistico con il producer Chris Lapolla. Un sodalizio nato nel 2016 con la prima autoproduzione di Caiano, “Stamm’ accussì”, e che oggi, a dieci anni di distanza, si consolida definitivamente con l’ingresso del cantautore nel roster della label di Lapolla. Chris Lapolla non rappresenta solo l’etichetta, ma è l’architetto sonoro del progetto: oltre ad aver curato le riprese, il mixing e il mastering all’Epicentro Recording Studio di Picerno ha firmato le linee di chitarra semiacustica, elettrica e basso elettrico, costruendo un dialogo strumentale perfetto con la voce del protagonista.
La carriera di Mariano Caiano, nato a Napoli nel 1967, è un mosaico di esperienze internazionali e collaborazioni di prestigio. Definito da Renzo Arbore come il “jolly” o il “fantasista” dell’Orchestra Italiana, di cui è stato voce solista dal 2001 al 2023, Caiano ha condiviso il palco e lo studio con giganti del calibro di The Wailers, 99 Posse, Alan Sorrenti, Tony Esposito e molti altri. Oltre al successo commerciale, come il fortunato progetto reggae sotto lo pseudonimo di “Hobo” o il brano “Mama Cuba” da centinaia di migliaia di visualizzazioni, Caiano ha sempre coltivato una profonda dimensione umana, portando la sua musica nei laboratori dei penitenziari minorili di Nisida e Potenza.
Con “Ammóre Malàto”, Caiano prosegue il suo viaggio nella “Partenoworld”, un genere da lui battezzato che fonde la tradizione napoletana con sonorità globali come il nu tango, lo ska, il funk e il raï. Per questa produzione, l’artista si è circondato di musicisti di alto profilo: Fabio Federici alla chitarra elettrica, Luca Bassi al piano e tastiere e Valerio Lotito alla batteria. L’estetica del progetto è curata nei minimi dettagli, con foto e ideazione della copertina firmate dallo stesso Caiano e realizzate graficamente insieme a Paco Schiavone. Il messaggio di questo singolo è destinato a risuonare ancora a lungo: per il 14 febbraio è infatti prevista la pubblicazione di una speciale versione acustica, con un arrangiamento per piano, archi e oboe curato da Luca Bassi, per spogliare la canzone e lasciarne nuda l’essenza emotiva e sociale.