Mercoledì 24 giugno, alle ore 18,00, a Tito, nella Biblioteca “Lorenzo Ostuni”, sarà presentato “La tringhillanza” di Tonino Cuccaro. Interverranno Fabio Laurino, Sindaco di Tito, Antonella Spoto, Docente di Lettere, Luisa Salvia, Presidente Associazione Donne ’99, Marianna Scavone, Presidente RI.Crea Mariagiovanna Salvia, Presidente Pro-Loco, Tonico Cuccaro, Autore, Franco Villani, Editore.
Gerhard Rohlfs, docente di Filologia romanza presso le Università di Tubinga e Monaco di Baviera, al fine di approfondire i suoi studi di dialettologia italiana, nel 1925, effettuò un viaggio nel sud dell’Italia. Sul treno che da Napoli lo portava a Taranto, ascoltava, con attenzione, le cadenze foniche e verbali dei viaggiatori che salivano o scendevano nelle stazioni intermedie. Giunto alla stazione di Picerno percepì, con sorpresa, che il dialetto parlato era molto diverso da quelli ascoltati in precedenza. Tale percezione si ripeté alle stazioni di Tito-Scalo e poi Potenza. Alla stazione di Trivigno, improvvisamente, queste cadenze foniche scomparvero per lasciare il posto alle forme dialettali conosciute.
Le successive ricerche gli permisero di definire “gallo-italici” i dialetti parlati nell’area compresa tra i comuni di Picerno, Tito, Potenza, Pignola e in pochi altri comuni della regione (Vaglio, Trecchina…) e della Calabria (Guardia Piemontese). Individuò anche che la radice linguistica, di questi dialetti, che poco avevano in comune con gli altri dialetti lucani e meridionali e proveniva da alcune zone del Piemonte (Alessandria) e dell’entroterra ligure. Spetta, quindi, al Rohlfs il merito di avere definito l’origine linguistica di queste popolazioni. Per lo studioso infatti l’origine di queste parlate dialettali era dovuto all’esodo di intere comunità che, intorno al XII secolo, erano migrate verso il Sud in cerca di fortuna e/o di una maggiore tolleranza religiosa.
Successivamente, il fenomeno linguistico galloitalico fu indagato da Mons. A.R. Mennonna con il volume I dialetti galloitalici della Lucania pubblicato nel 1987. A Maria Teresa Greco, dialettologa, docente di Lettere Classiche, si deve lo studio più esaustivo in materia di galloitalico in Basilicata contenuto nell’opera Dizionario dei dialetti di Picerno e Tito, pubblicato nel 1991.
In questo quadro teorico e concettuale si inseriscono le ricerche di Tonino Cuccaro, cultore dello studio del dialetto di Tito, suo paese natale, che nel 2013 pubblica il volume Inedito Galloitalico che contiene 330 lemmi ed espressioni, alle quali si aggiungono le 536 voci registrate nel volume La tringhillanza, composto da due parti. La prima, è dedicata alla metodologia adottata nella ricognizione lessicale, alle ragioni storiche, alle evidenze linguistiche e socio-ambientali, agli elementi di morfologia e sintassi e a un’ampia e inedita rassegna di proverbi e modi di dire. Arricchiscono e chiudono la prima parte due contributi storico-tradizionali: uno sulla irrisolta questione dell’origine del toponimo Tito, l’altro sui fuochi di S. Giuseppe che l’autore inquadra in una singolare tipicità della catena appenninica e delle sue tredici regioni. La seconda parte presenta 866 lemmi in tavole comparative dei dialetti di Tito, Picerno, Potenza, Pignola, Pietragalla, Trecchina, Vaglio e Ripacandida.