Mercoledì 20 maggio, alle ore 17,00, nel Polo Bibliotecario di Potenza, ci sarà un incontro con Annarita Di Noia e Franco Villani, autori del libro “Le iscrizioni latine di Potenza, in età imperiale”. Interverranno: Luigi Catalani, Direttore del Polo Bibliotecario di Potenza, Roberto Falotico, Assessore alla Cultura, Alessandra Spiniello, Presidente We Love Potenza Italo Cernera e Franco Villani, autori.
Il lavoro è nato dalla volontà di offrire un quadro aggiornato sulle origini della città di Potenza troppo spesso letta solo nella sua dimensione medievale o moderna. Frutto di un lavoro condiviso, il testo è il risultato di un confronto continuo tra competenze storiche, epigrafiche e topografiche. Ogni sezione del volume è stata curata con rigore scientifico, ma anche con l’intento di rendere la materia accessibile a un pubblico ampio, non solo specialistico.
Le iscrizioni romane furono trascritte, per la prima volta, da autori locali come Giuseppe Rendina (1609-1673) ed Emanuele Viggiano (1770-1840), ma anche da celebri autori stranieri come Theodor Mommsen (1817-1903). Molte iscrizioni, oggi, risultano scomparse, altre sono inglobate sui muri delle case oppure reimpiegate in edifici religiosi e civili. Di ogni epigrafe se ne evidenziano i significati sociali, politici e simbolici. Le necropoli diventano indizi di confini urbani, i nomi incisi sulla pietra rivelano legami familiari, cariche pubbliche, origini geografiche e, in alcuni casi, stratificazioni culturali inattese, come nel caso dell’iscrizione ebraica rinvenuta presso via Appia.
Il culto della dea Mefite, le dediche a Cerere, Venere Erycina o agli imperatori, tracciano la mappa spirituale di una città dove la religione romana si mescola con il retaggio lucano e con l’affacciarsi del cristianesimo.
Il volume è suddiviso in sezioni tematiche che facilitano la lettura anche a chi non possiede competenze specialistiche: dalla fondazione della città, alla sua trasformazione in municipium, dalla descrizione delle strutture urbane (il foro, le vie principali, le porte cittadine) e delle ville sub-urbane, al ruolo della via Herculia.