Buoni Sport 2026, nuove risorse dalla Regione

Cupparo: "Lo sport è un diritto e uno strumento di inclusione. Nessuno deve rinunciare per motivi economici". Beneficiarie le persone appartenenti a nuclei familiari in condizioni di disagio socio-economico, con particolare attenzione ai minori, agli anziani e alle persone con disabilità.

La Giunta regionale della Basilicata, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico con delega agli Impianti Sportivi Francesco Cupparo, ha approvato la delibera che definisce le misure di finanziamento ai Comuni per l’erogazione dei “Buoni Sport” e la candidatura della Regione al nuovo Fondo per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori (2023-2025) previsto dal Decreto del Ministro per lo Sport del 29 dicembre 2025.
L’obiettivo è dare continuità ad uno strumento che negli ultimi anni ha consentito a numerosi cittadini lucani, appartenenti a nuclei familiari in condizioni di disagio economico, di accedere alla pratica sportiva attraverso contributi destinati a sostenere le spese per attività motorie e sportive.
Per il nuovo programma la Regione Basilicata candida la misura “Buoni Sport”, destinando una quota di finanziamento pari a 119.501 euro, cui potranno aggiungersi le economie derivanti dalla precedente edizione della misura, attualmente in fase di accertamento. Una scelta che consentirà di incrementare le risorse complessivamente disponibili e di ampliare il numero dei beneficiari.
La delibera stabilisce inoltre che, una volta ottenuta l’ammissione al finanziamento ministeriale, sarà adottato un successivo provvedimento per rideterminare il numero dei Buoni Sport e procedere alla relativa assegnazione ai Comuni della Basilicata, tenendo conto sia delle nuove risorse sia delle eventuali economie maturate.
Il contributo previsto per ciascun beneficiario potrà raggiungere un massimo di 300 euro. Le risorse saranno ripartite tra le amministrazioni comunali in proporzione alla popolazione residente, articolando la distribuzione in cinque fasce demografiche, oltre ai due Comuni capoluogo.
I destinatari finali saranno persone appartenenti a nuclei familiari in condizioni di disagio socio-economico, con particolare attenzione ai minori, agli anziani e alle persone con disabilità. I contributi potranno essere utilizzati per sostenere le spese relative alla pratica sportiva svolta presso impianti e strutture pubbliche o private destinate alle attività motorie e sportive.
La misura persegue numerosi obiettivi di carattere sociale e sanitario: promuovere corretti stili di vita, contrastare la sedentarietà, incentivare l’attività motoria tra i giovani, favorire l’inclusione delle persone con disabilità, sostenere la pratica sportiva nelle aree territoriali più svantaggiate e utilizzare lo sport come strumento di aggregazione, prevenzione del disagio sociale e miglioramento della qualità della vita.
“Con questa delibera – dichiara l’assessore Francesco Cupparo – confermiamo la volontà della Regione Basilicata di investire nello sport di base come leva di benessere, inclusione sociale e crescita delle comunità. I Buoni Sport rappresentano una misura concreta che permette a tante famiglie in difficoltà di non rinunciare all’attività motoria per ragioni economiche. Lo sport non deve essere un privilegio, ma un diritto accessibile a tutti.”
“L’iniziativa – aggiunge Cupparo – guarda soprattutto ai giovani, agli anziani e alle persone con disabilità, categorie per le quali la pratica sportiva produce benefici non solo fisici ma anche educativi, relazionali e sociali. Vogliamo rafforzare il ruolo dei Comuni e delle associazioni sportive presenti sul territorio, sostenendo una rete che rappresenta un presidio fondamentale di coesione sociale.”
“Lavoriamo inoltre – conclude l’assessore – per valorizzare tutte le risorse disponibili, comprese le economie generate dalle precedenti edizioni del programma, così da aumentare il numero dei Buoni Sport e raggiungere un numero sempre maggiore di cittadini. Investire nello sport significa investire nella salute, nella prevenzione e nella qualità della vita delle comunità lucane.”

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