Uilp: misure e azioni per “una buona vecchiaia”

Con 155.786 lucani over60enni la UIL guarda alla longevità come risorsa ed opportunità e non come problema e la considera una delle questioni più rilevanti e significative del nostro tempo. Parallelamente, ritiene la non autosufficienza un tema di fondamentale importanza, da affrontare con misure strutturali e non emergenziali e strettamente correlato alle politiche per l’invecchiamento attivo.
E’ quanto rileva una nota della UIL Pensionati sottolineando che gli over60enni in Basilicata rappresentano oltre il 27% della popolazione con fasce significative del 6,2% per 60-64 anni e del 4,8% per 65-69 anni ma anche del 3,6% per 80-84 anni con 4.514 tra 90-94 anni, 936 tra 95-99 anni e 133 centenari.
Oggi, l’aumento della durata della vita – evidenzia la UILP – non coincide necessariamente con una buona qualità della vita. L’invecchiamento in sé, tuttavia, non è direttamente associato a un aumento delle disabilità e a un aumento della spesa sanitaria. Se tutte le persone invecchiassero in buona salute, l’aumento della spesa sanitaria e sociale potrebbe essere fortemente contenuto. Per questo è fondamentale, soprattutto per il benessere delle persone anziane di oggi e di domani
ma anche per una razionalizzazione della spesa pubblica, investire in politiche per ’invecchiamento attivo.
La buona longevità si costruisce lungo tutto l’arco della vita. Di qui le azioni messe in campo dalla UILP in tema di Educazione – Prevenzione – Programmazione.
L’invecchiamento attivo non riguarda solo corretti stili di vita, adeguate politiche di prevenzione e diagnosi precoce, innovazione ed efficientamento dell’offerta sociosanitaria, ma anche le politiche dei redditi, fiscali e previdenziali, l’educazione permanente, le politiche delle città e abitative, le politiche sociali. Insomma tutte le politiche volte a garantire ai cittadini la possibilità di invecchiare attivi e in buona salute.
Ancora, reti di relazioni, progetti, impegni (impatto sociale).
"Occorrono – sottolinea Vincenzo Tortorelli, segretario regionale UILP Basilicata – infrastrutture di inclusione e coesione sociale; creando, altresì, negli anziani capitale sociale, favorendo lo scambio intergenerazionale culturale, educativo e professionale, in cui l’anziano contribuisce alla trasmissione di saperi e conoscenze e il giovane colma lacune tecnologiche e linguistiche.
Tortorelli ricorda in proposito gli obiettivi dello Sportello di Ascolto attivato dalla UILP e gestito da una psicologa: una maggiore consapevolezza riguardo alle variabili che consentono di invecchiare "bene” ; un significativo incremento del senso di auto efficacia e direttamente autostima; maggiori livelli di soddisfazione di vita; prevenire la depressione e l’isolamento degli anziani; favorire il supporto sociale utilizzando le risorse a disposizione; preparare al pensionamento.
Inoltre. sebbene sia stato un modello spesso efficace e risolutivo, nel termine ‘badantato’ è assente o carente il concetto di relazionalità attiva, che dovrebbe invece rappresentare il perno su cui rilanciare una visione di longevità di successo e nel contempo valorizzare le potenzialità residue
(laddove possibile) del cittadino parzialmente o totalmente non autosufficiente a fronte di
provvedimenti puramente e meramente assistenziali che talvolta accrescono nei fatti la
dipendenza. Lo abbiamo denunciato ripetutamente: l’attuale residenzialità – continua Tortorelli – è fallimentare perché sovente sinonimo di emarginazione e finanche di segregazione ed abusi o, nei casi opposti, di lusso accessibile a ben pochi fortunati. Occorre prevedere nuovi meccanismi di accreditamento, monitoraggio e controllo degli standard presenti votati ad una maggiore qualità ed all’umanizzazione delle interazioni e dell’assistenza e, contemporaneamente, contribuire a
ridurre la distanza economica tra domanda delle famiglie e l’offerta degli istituti.
Per la Uil resta comunque centrale la valorizzazione della medicina del territorio, dell’assistenza domiciliare e di tutte le soluzioni che possono consentire al maggior numero di persone che lo desiderano di invecchiare nella propria abitazione e/o nel proprio contesto, anche sviluppando forme innovative di abitare sociale.
Dobbiamo, in definitiva, edificare un nuovo modello dove il pubblico non arretri sulla tutela dei diritti fondamentali, a partire dal diritto alla salute (a maggior ragione ora che, con la modifica del Titolo V della Costituzione la competenza delle politiche sociali è assegnata in esclusiva allo Stato) e ad esso si integrino elementi di comunità, solidarietà, integrazione, in cui anche il mondo del non profit qualificato può svolgere un ruolo rilevante. Ecco perché ci attendevamo più chiarezza e coraggio dal disegno di legge delega sulla riforma del Terzo settore e ci auguriamo che il Ministro Poletti tenga fede ai suoi ripetuti annunci di riforma dell’assistenza domiciliare in termini di efficientamento dei servizi.
Pensiamo sia necessario dare vita ad un’amplia riorganizzazione del welfare e con la massima urgenza, che non riduca ma potenzi e razionalizzi l’offerta di servizi. Altrimenti rischiamo di fornire le risposte quando le domande saranno già cambiate".

BAS 05

    Condividi l'articolo su: