Per il consiglierere “manca un modello di produzione agricola mentre anche le filiere di qualità come quella dell’ortofrutta e del latte attraversano una fase di forte crisi legata alla caduta dei prezzi e al contestuale aumento dei costi”
“La risposta che in Consiglio è venuta dall’Assessore Mastrosimone alla mia interrogazione, con la quale ho inteso riaccendere la dovuta attenzione ai problemi del comparto agricolo, denota la totale assenza di un progetto e di una strategia per comparti e filiere agricole e per territori. L’agricoltura lucana corre dunque il rischio di essere sottoposta a ulteriori prove difficili e momenti drammatici senza poter contare su adeguate iniziative e misure della Regione”. E’ quanto sostiene il consigliere del Pdl Franco Mattia che si è detto “totalmente insoddisfatto” per le affermazioni dell’Assessore Mastrosimone che – dice – “ dimostra una conoscenza approssimativa delle questioni riferite allo sviluppo agricolo e rurale”.
“Non intravedo – aggiunge il consigliere Pdl – elementi concreti di una svolta in grado di superare l’emergenza e invece si conferma la volontà di andare avanti a singhiozzo con il metodo dell’improvvisazione. Manca in particolare un modello di produzione agricola mentre anche le filiere di qualità come quella dell’ortofrutta e del latte attraversano una fase di forte crisi legata alla caduta dei prezzi e al contestuale aumento dei costi. Sul credito siamo ancora a soluzioni tampone mentre sono convinto che la sfida per un’agricoltura competitiva si vince a livello locale, innanzitutto ridando dignità ad agricoltori, produttori ed aziende familiari”.
Nell’interrogazione Mattia ha chiesto di sapere “quali azioni intende attuare a sostegno delle legittime sollecitazioni del mondo agricolo lucano riferite all’aumento dei costi aziendali; se non intenda accogliere la richiesta dell’istituzione del Tavolo specifico sul credito per costruire soluzioni e procedure condivise con le organizzazioni professionali per l’accesso al credito semplificate, a costi accessibili e vantaggiose; fornire un’informativa dettagliata sulla spesa effettuata (pagamenti ed impegni) nell’annualità 2011 del Psr 2007-2013 e un cronoprogramma dei Bandi pubblici previsti per l’annualità 2012”.
Mattia ha ricordato che si sono svolte numerose manifestazioni di protesta promosse dalla Cia, dalla Confagricoltura e dal Copagri, per sollecitare il Governo, il Parlamento e anche le Regioni ad assumere iniziative. “Il mondo agricolo lucano – ha affermato il consigliere del Pdl – da tempo chiede alla politica e alle istituzioni regionali e locali di farsi carico della sempre più drammatica crisi del settore primario. Secondo i dati del sesto censimento nazionale dell’Agricoltura, dal 2000 al 2010, la superficie agricola utilizzata nella nostra regione ha subito un taglio di 64.611 ettari con la mortalità di oltre 26 mila aziende; le aziende agricole assuntrici di manodopera sono passate da 4.200 del 2000 a 3.400 del 2010; quelle titolari di quote latte da 1.200 (2000) a 800 (2010); quelle titolari di fascicoli Agea da 60 mila (2002) a 50 mila (2010); persino la superficie irrigata a seguito di prenotazione nei tre Consorzi di Bonifica è scesa di 13mila ettari in dieci anni; sono diminuiti di circa 500 ettari gli orti familiari”.
“E’ necessario tenere conto – ha concluso – che sono in crescita i costi aziendali determinati dal caro-gasolio (per un’azienda media che consuma 300 quintali di gasolio l’anno l’incremento è di 2.700 euro), dall’Imu sui fabbricati rurali e i terreni agricoli (in media da qualche centinaio di euro sino a qualche migliaio ad azienda), dai costi contributivi (tra il 15 e il 20% in più), a cui si aggiungerà l’aumento dell’Iva che peserà direttamente sui consumi alimentari (lo scorso anno già in caduta da noi intorno al 2,5%)”.