Siccità, Distefano (Cia): autorità unica acqua e riordino enti

“Proprio in questo momento di siccità estrema diventa necessario ribadire l’esigenza di lavorare seriamente a una rete idrica efficiente, che dia al nostro Paese come alla nostra regione la possibilità di gestire al meglio una risorsa preziosa come l’oro blu”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia lucana e vice presidente nazionale dell’Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Impianti Irrigui) Donato Distefano sottolineando che “ogni anno lungo le tubature del sistema idrico italiano si perde mediamente più di un litro d’acqua su tre. Da anni proponiamo la costituzione di un’autorità unica delle acque, oltre a lavorare a un modello moderno e ecocompatibile di agricoltura, in grado di conciliare l’attenzione all’ambiente con le esigenze di sicurezza alimentare”. 
Nel ricordare che i tre Consorzi di bonifica (Bradano-Metaponto, Alta Agri e Vulture-Alto Bradano) comprendono circa 475 mila ettari di cui il 40 per cento da irrigare, il vice presidente dell’Anbi  evidenzia che “ sono un grande patrimonio di strutture e risorse umane. Occorre pertanto rendere più funzionali tali strutture, riorganizzando dove c'è bisogno per aumentarne l'efficienza e ridurne i costi, semplificando i rapporti con la contribuenza e puntando a soluzioni che unifichino le riscossioni. Il futuro dei Consorzi non può che andare dal beneficio al vasto campo del presidio del territorio, con competenze per l'irrigazione, il ciclo integrale dell'uso dell'acqua, la sicurezza idraulica, la difesa del suolo e la produzione di energia. Gli enti gestori – aggiunge Distefano – devono essere in grado di inglobare nell’ambito delle loro funzioni le evoluzioni che si registrano e si manifestano sui territori consortili oltre a questo creare le basi per una bonifica dedicata e produttiva, in grado di misurarsi con attività nuove, come ad esempio quelle riconducibili al riutilizzo delle acque secondarie e rinaturalizzate, quelle legate alla produzione energetica da fonti rinnovabili; i piani agrovegetazionali comprensoriali e la forestazione protettiva e produttiva; nuovi sistemi di controllo e uso del suolo; i servizi e la gestione delle aree demaniali e del territorio rurale pubblico”. “In definitiva – conclude il presidente della Cia lucana – la gestione delle risorse idriche ha bisogno di una reale politica di svolta rispetto al passato. Non si può unicamente intervenire in presenza dell'emergenza. Occorre programmare. E' necessario un Piano efficace che permetta, nelle iniziative volte alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e delle politiche ambientali, un approccio integrato e multidisciplinare. Un Piano che abbia il suo punto fermo nell'Autorità unica nazionale, con il supporto di valide Cabine di regia in ogni bacino. L'obiettivo da raggiungere è quello di una bonifica moderna, dedicata, in grado di riposizionarsi, di appropriarsi andare oltre il ruolo e le funzioni storiche, proiettata nei nuovi scenari e verso nuove sfide”.

bas 06

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