Rapporto Finanza Locale, interviene il presidente De Filippo

Il presidente lucano in rappresentanza della Conferenza delle Regioni alla presentazione del Rapporto 2011. “Tagli e patto fanno crollare gli investimenti, enti costretti a sopravvivere. E dai dati elementi utili per i costi standard”

“Amministrazioni regionali ed enti locali costrette a sopravvivere, limitandosi alla spesa corrente e trascurando gli investimenti. Il rapporto 2011 sulla Finanza locale in Italia ci dimostra come la stagione politica che si era dichiarata come fautrice del federalismo è stata la più centralista della storia nazionale, praticamente azzerando ogni possibilità di programmazione e autopropulsione dei singoli territori”. Così il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, ha commentato i risultati del Rapporto realizzato da Ires, Irppet, Srm, Europolis e Ipres intervenendo in rappresentanza della Conferenza delle Regioni alla presentazione che si è tenuta questa mattina.
“Il fatto che gli investimenti siano scesi ai minimi storici – ha spiegato De Filippo – fotografa la situazione di un sistema di governo locale costretto a sopravvivere sotto la scure dei continui tagli e del patto di stabilita. Un problema che si riverbera anche sulle imprese, che diventano mercato interessante per il sistema bancario proprio perché costrette a pagare un costo per il danaro di cui sono creditrici nei confronti degli enti locali e che non riescono ad incassare”.
De Filippo ha evidenziato come il sistema delle autonomie locali abbia comunque fatto la propria parte nell’affrontare le spese, ma trovandosi di fronte a problemi insuperabili. “I dati che ci mostrano come il sistema delle autonomie locali utilizzi i fondi europei meglio delle altre amministrazioni coinvolte e la stessa crescita del 6,9 % delle gare intraprese col sistema del project financing, evidenziano la capacità dei livelli di governo più vicini al territorio. Ma questa – ha aggiunto – non può essere una soluzione a problemi diversi, prova ne sia come tale strumento, il project financing, abbia avuto maggiori indici di riuscita nelle aree territorialmente più forti, per azzerarsi in contesti con più deboli condizioni di mercato”.
Per il rappresentante della Conferenza delle Regioni “è imprescindibile coniugare il rigore con lo sviluppo, e per lo sviluppo è fondamentale il livello locale di governo. Bisogna invertire la rotta centralista delle politiche adottate fino a qualche settimana fa, e la ricerca presentata oggi fa anche giustizia di quei luoghi comuni sulla cattiva spesa che sono stati spesso utilizzati come alibi per i tagli, specie verso alcune parti del territorio. A leggere la graduatoria delle spese correnti per Comuni e Regioni emerge come non risponda al vero lo stereotipo di un Sud spendaccione a fronte di altre aree virtuose, evidenziando come, invece, ci sia un Paese ancora una volta duale per i livelli di entrate e di spese e di come, queste ultime, pur nelle diversità dei differenti contesti economici, siano più collegate alle dimensione di scala di popolazione e territori che non a una collocazione geografica. Elementi che bisognerà tener ben presenti ogni volta che si parla di costi standard”.

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