Per il capogruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà in Consiglio regionale l’iniziativa può rappresentare l’occasione importante di conferma degli investimenti della casa automobilistica in Italia
“L’approvazione, nei giorni scorsi, da parte della Giunta regionale, del progetto preliminare per la realizzazione di laboratori specialistici all’interno del ‘Campus per l’innovazione del manufacturing’ a San Nicola di Melfi, con un investimento regionale di 6milioni di euro, rilancia l’impegno della Regione per dare attuazione ai programmi della Fiat a Melfi per le attività di ricerca industriale e di sviluppo competitivo oltre che di alta formazione per la qualificazione di giovani ricercatori e tecnici”. E’ il commento del capogruppo Sel (Sinistra Ecologia e Libertà) in Consiglio regionale, Giannino Romaniello, per il quale “diventa necessario imporre un’accelerazione a quanto previsto nella convenzione tra Regione Basilicata e Centro Ricerche Fiat sottoscritta nel 2009. La Regione con la deliberazione di Giunta dimostra di fare fino in fondo la sua parte, mentre la Fiat deve ancora presentare i progetti definitivi ed esecutivi”.
“Soprattutto nell’attuale fase segnata da grandi difficoltà nelle relazioni sindacali ed anche di interlocuzione istituzionale tra Fiat e Regioni, il Campus di Melfi – aggiunge Romaniello – può rappresentare l’occasione importante di conferma degli investimenti in Italia più volte annunciati e ribaditi dall’amministratore delegato Fiat Marchionne ma che non hanno ancora conferme reali”.
Nel ribadire che l’investimento complessivo ammonta a 18 milioni di euro, 14 dei quali saranno messi a disposizione della Regione Basilicata che, grazie alla ‘spinta’ dei sindacati e dei lavoratori, ha fortemente creduto in questo progetto, l’esponente Sel sottolinea che “il Campus deve diventare, il più rapidamente possibile, un punto specialistico di riferimento non solo per lo sviluppo dell’‘automotive’, ma anche per lo sviluppo di una rete di ricerca di eccellenza. Dopo le ultime vicende societarie della Fiat, inoltre, siamo di fronte ad un ulteriore banco di prova per riaprire la partita di "Fabbrica Italia", il piano di Fiat group per gli stabilimenti italiani e quindi per scoprire le carte in mano all’amministratore delegato Marchionne che continua ad invitare sindacati e lavoratori a scommettere sul suo progetto. Ma il sospetto del ‘bluff’ non è certo scoraggiato”.