“La manifestazione del 'No B-day 2- Sì alla Costituzione" a Roma, indetta dal 'Popolo Viola' contro il governo, alla quale abbiamo aderito, è stata la “prova generale delle opposizioni” che solo se unite alla società civile, ai movimenti, ai circoli, alle associazioni di volontariato, ai cattolici impegnati contro emarginazione, nuova e vecchia povertà, alla protesta delle emergenze sociali potranno dare la spallata decisiva a Berlusconi. Una “prova generale” che serve anche al popolo lucano della sinistra per accelerare il processo unitario della Federazione della Sinistra e prepararsi alle elezioni”. Lo sostiene Giacomo Nardiello, componente della segreteria regionale e della direzione nazionale del Pdci-Fds. "I tentativi di stravolgere la Carta Costituzionale che Berlusconi e compagnia stanno tentando in tutti i modi di portare avanti per realizzare leggi a proprio uso e consumo – afferma ancora – vanno stoppati prima che sia troppo tardi. Da un governo agonizzante possono venire ultimi colpi di coda pericolosi per la democrazia. C'è bisogno di attenzione e di vigilanza democratica. Nessuno si era fatto illusioni sull’esito del voto di fiducia in Parlamento, perché non saranno certamente finiani e terzo-polisti a mandare a casa Berlusconi. Il “licenziamento”, proprio come lo striscione di apertura del corteo di Roma, può avvenire solo con il ritorno alla protesta in piazza e alla mobilitazione popolare che saldi il movimento degli studenti e dei precari contro la Gelmini, a quello degli operai Fiat contro Marchionne, a quello dei disoccupati, giovani e donne, che rinunciano ad iscriversi ai Centri per l’Impiego. Ma oltre alla richiesta di dimissioni del Premier del centrodestra, ci sono cinque punti chiave di grande rilevanza politica scelti per l'evento: difesa della Costituzione, lotta al lavoro precario e alla mafia, opposizione alla legge sulle intercettazioni, difesa della scuola e della ricerca pubblica. Un vero e proprio contraltare dei cinque punti su cui il governo ha appena chiesto e riottenuto la fiducia alle Camere.
C’è bisogno però di un governo tecnico, che approvi una nuova legge elettorale e una norma sul conflitto di interessi, prima di sciogliersi e tornare a permette ai cittadini di tornare a votare”.
(bas – 04)