Prinzi (Idv): sbloccare cantieri forestali in Val D’Agri

“La vicenda paradossale dei cantieri forestali nell’area dell’Alto e Medio Agri, finanziati dall’Eni, aperti per pochi giorni e da lunedì fermi per mancanza di fondi, è l’ennesimo segnale che i programmi attivati con il P.O. Val d’Agri ed in generale con l’intesa Regione-Eni registrano troppi ostacoli e non rispondono alla forte domanda di lavoro delle popolazioni del comprensorio del petrolio”. E’ quanto sostiene il capogruppo di IdV alla Provincia di Potenza Vittorio Prinzi esprimendo “sostegno e condivisione” alle iniziative promosse dai sindacati di categoria dei lavoratori agricoli e forestali per sbloccare la situazione oltre che in Val d’Agri anche in altre aree della regione dove addirittura i cantieri, sempre finanziati dall’Eni, non sono mai entrati nella fase di avvio dei lavori.
Nel sottolineare che “l’Eni ha sottoscritto impegni di cosiddetta “compensazione ambientale” che prevedono l’apertura di cantieri forestali, di rimboschimento e manutenzione del nostro patrimonio naturalistico, a ridosso del Parco Nazionale Val d’Agri oltre che nel Sauro-Camastra, Lagonegrese e Collina Materana”, Prinzi evidenzia “la necessità primaria di individuare le responsabilità per il fermo lavori che, a detta dei sindacati, sarebbero da dividere equamente tra Regione e alcune Comunità Montane delegate degli interventi. Si tratta in particolare di accertare le cause della mancata approvazione dei progetti della cosiddetta "perizia Eni", e contemporaneamente se il commissario della Comunità Montana Alto Agri Cantiani ha assolto fino in fondo a tutti gli adempimenti previsti e i suoi colleghi commissari delle altre Comunità Montane hanno predisposto gli atti relativi ai bilanci degli Enti”.
A parere del capogruppo di Idv inoltre “si registra una situazione a dir poco paradossale: i sindacati e gli amministratori delle Comunità Montane lamentano una carenza di fondi mentre l’Eni dal suo canto sostiene di versare con regolarità le royalties derivanti dall’estrazione del petrolio. C’è più di qualcosa che non funziona. Per questo riproponiamo – conclude Prinzi – che della struttura regionale che ha compiti di sorveglianza dell’attuazione del P.O. Val d’Agri facciano parte anche rappresentanti della Provincia, da sempre esclusa da ogni fase di programmazione delle royalties”.
(bas – 04)

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