“In questi giorni nella nostra città, si è avviata una discussione piuttosto accesa sul cd. Piano Casa.
La Cgil di Matera, impegnata a sostenere con la sua presenza la manifestazione nazionale del 26 marzo a Roma, a favore del referendum a difesa dell’acqua quale bene comune e contro il nucleare, non potrà prendere parte alla riunione indetta nello stesso giorno dal Comune di Matera che, su tale tema, ha deciso, sicuramente in maniera tardiva, di incontrare le parti sociali, le associazioni ”. Lo affermano in un comunicato i segretari provinciali della Cgil Manuela Taratufolo e della Fp Cgil Vito Maragno.
“Su un tema così importante – proseguono – sarebbe stato necessario avviare un confronto preventivo, volto a costruire, insieme e sinergicamente, nel rispetto dei reciproci ruoli, una proposta condivisa a partire dalle fasi iniziali del procedimento.
In ogni caso, la Cgil di Matera, sulla questione, intende proporre un’attenta riflessione, fondata sui reali bisogni della societa' materana, perche questa importante occasione non si traduca nell'ennesima colata di cemento.
Innanzitutto, è necessario partire da un’analisi del contesto: Matera vive, dal punto di vista economico ed occupazionale, una fase di acuta recessione determinata dalla crisi e da processi involutivi antecedenti alla crisi.
L’assenza o la perdita di un lavoro, la conseguente mancanza di un salario, la perdita del potere di acquisto dei salari dei ceti medi, la difficoltà di accendere un mutuo, determinano per molte famiglie o per molti singoli la impossibilità di accedere al bene casa”.
“E’ urgente proporre – proseguono Taratufolo e Maragno – una nuova regolamentazione del mercato immobiliare, per recuperare terreno in termini di inclusione sociale, ed incentivare un grande piano di riqualificazione e di messa in sicurezza del patrimonio residenziale esistente, a partire da quello degli anziani.
Né si può continuare a ignorare che ci sono tante case vuote e tanta gente senza casa.
Per la Cgil un Piano Casa è sostenibile solo se soddisfa la domanda sociale della casa e assicura un’abitazione anche a chi è indigente.
Il bene casa deve essere è un diritto inalienabile della persona e della famiglia.
Senza una dimora, senza un’abitazione sicura e con adeguati standard di abitabilità diventa molto difficile garantire il diritto alla salute, al lavoro, alla sicurezza, all’istruzione, allo sviluppo sociale e culturale.
Così come in relazione agli immigrati, la negazione di un’abitazione dignitosa è preclusiva della loro integrazione e del loro benessere”.
“In passato, – sottolineano i segretari provinciali di Cgil e Fp Cgil – la nascita dell’edilizia pubblica residenziale ha risposto proprio alla nobile finalità di determinare le basi per garantire il diritto alla casa a tutti, per non negare, a chi non ne fosse nelle condizioni, il diritto ad una dimora dignitosa.
In questa fase il ruolo dell’Ater dovrebbe essere preponderante rispetto all’ emergenza di richiesta di alloggi sociali e alla gestione ordinaria di edifici popolari. E invece così non è”.
“Per tutte queste ragioni la Cgil contesta i contenuti del Piano Casa che il Comune di Matera si accinge a varare: nel piano non c’è soluzione per la troppa gente in cerca di case a prezzi moderati, né c’è alcun tentativo di calmierare i prezzi degli affitti o di indurre i costruttori che hanno realizzato appartamenti, e non sono riusciti a venderli, a metterli sul mercato a prezzi ragionevoli.
Per questo l’amministrazione comunale farebbe bene a farsi promotrice di una qualche iniziativa che, per un verso, permetta di offrire gli alloggi sfitti a canoni ragionevoli e, per l’altro, di acquistare gli appartamenti a prezzi accessibili.
Queste – concludono Taratufolo e Maragno – potrebbero essere le basi da cui partire per realizzare un Piano Casa che sia aderente alla realtà e contribuire a realizzare un progetto che porti a politiche abitative inclusive, rispettose dell’ambiente, rispettose dell’esistente piano regolatore, miranti a realizzare un equilibrio tra invenduto sfitto e nuove costruzioni, ma soprattutto a consentire di trovare casa a costi compatibili coi risicati redditi dei lavoratori materani”.
BAS 05