Il consigliere illustra i temi della campagna degli amministratori locali del Psi che partirà domani da Roma
“No all’Imu per la prima casa; un fisco sulla casa più equo per lavoratori e pensionati; allentamento rapido Patto Stabilità Interno; una nuova stagione di protagonismo delle autonomie locali per rilanciare e portare a termine le riforme istituzionali: sono i temi della campagna degli amministratori locali del Psi che partirà domani da Roma, con proposte concrete e puntuali da trasferire in Parlamento e nelle istituzioni locali delle regioni e dei territori”. Ad annunciarlo il consigliere del Psi in Consiglio regionale e responsabile della consulta nazionale autonomie locali Psi, Rocco Vita il quale fa notare che “il conto pagato nelle ultime manovre dai Comuni è del tutto sproporzionato rispetto al loro peso reale sul deficit dello Stato, nonostante i Comuni nell’ultimo decennio risultino essere il settore più efficiente e con meno sprechi della P.A. Si consideri che il comparto dei Comuni subisce un’ulteriore pressione finanziaria a causa dell’incremento degli obiettivi di Patto di Stabilità per circa 1,4 miliardi, disposto dalle manovre dell’agosto 2011. Nello specifico dell’IMU, per i Comuni, questa del Governo Monti è una manovra a saldo negativo”.
“Da stime IFEL (Istituto Finanza Enti Locali – Anci) – sottolinea il consigliere – risulta infatti che subiranno un ulteriore taglio di oltre 2,5 miliardi di €, circa il 27% della vecchia ICI su seconda casa. Ecco perché affermiamo che l’IMU è di fatto una tassa patrimoniale reale statale, che serve solo a risanare i conti dello Stato centrale, con i sindaci ridotti al ruolo di gabellieri per conto del Governo. Il risultato è: più imposte per i cittadini e meno autonomia per i comuni. L’Imu, inoltre, rischia di accrescere le già gravi difficoltà degli agricoltori del nostro Paese. Tassare in maniera onerosa strumenti di lavoro come i fabbricati rurali (cascine, stalle, magazzini) e terreni agricoli che rappresentano il bene-terra per produrre alimenti significa provocare drammatici problemi per le imprese che fanno i conti con costi opprimenti che riducono di molto l’attività imprenditoriale. Ecco perché è necessario che questa tassa sia abolita per la prima casa e venga rivista o almeno ridotta per le attività agricole”.
“L’Imu e il Patto di Stabilità Interno – continua Vita – sono due facce della stessa medaglia che è quella della necessità di rilanciare la stagione delle Autonomie Locali. E’ questa l’unica strada che, oltre ad assicurare nuove regole per l'applicazione dell'Imu e del Patto di stabilità interno, consenta di avviare un’autentica svolta delle politiche del Governo Monti nei confronti del sistema delle Autonomie Locali, in quanto il centralismo senza riforme allontana i cittadini dalle istituzioni. Dopo la recente tornata delle amministrative, per i neoletti come per gli amministratori socialisti già in carica, questo è un banco di prova fortemente impegnativo dal quale dipende l’immagine di amministratore in grado di dare risposte puntuali ai cittadini. E' mia convinzione che il Patto di stabilità non ha bisogno né di un atto di disobbedienza amministrativa ‘tout court’, come si dice uno sforamento, almeno in queste condizioni e con lo scenario delle prescrizioni e sanzioni previste, e tanto meno ha bisogno di un ‘pressing gentile’, un alleggerimento, come si intende definirlo. Oggi c'è bisogno di un allentamento rapido della stretta, anche per l'arrivo di un nuovo vento in Europa, quello francese di Holland che, con i socialisti, ha portato idee e proposte diverse, se non alternative alla strategia economica dei governi europei di centrodestra”.
“Non si può non dare risposte immediate al mondo imprenditoriale – dichiara il consigliere Oggi la vera priorità e la vera novità che si deve introdurre è quella di far rientrare, fra i costi indifferibili, anche quelli alle imprese, almeno alcuni costi indifferibili, è una condizione senza la quale la ripresa continuerà ad essere molto lontana. Pertanto, non vi è dubbio che bisogna spingere fino al limite sulla verticalizzazione del patto. Ho l'impressione che si stenti a trovare quella sintonia tra Regioni ed Enti locali ed anche tra i vari Enti locali. Su questo io penso che ci sia molto da lavorare. Penso che è proprio nel patto regionale, nel suo complesso e nella sua intelligente applicazione che si potranno trovare rapide risposte e risorse disponibili”.
“Facciamo nostro l’appello di Legautonomie rivolto al Parlamento e alle forze sociali – conclude Vita – si facciano le riforme, a partire da quelle istituzionali, ma correggendo il tiro: quella del bicameralismo è deludente e non risolve niente. E si applichi il rigore, con giustizia distributiva e nel rispetto della Costituzione, considerando le autonomie locali parte essenziale dello Stato, motori possibili di crescita e non ‘odiati’ gabellieri”.