Vaccaro (Uil) su rapporto della Svimez

“Le conclusioni del nuovo rapporto Svimez, forse mai come questa volta, non si prestano ad interpretazioni: le quattro manovre di finanza pubblica del 2010 e 2011 (tre fatte dal governo Berlusconi e una dall'attuale esecutivo), hanno avuto un impatto complessivo sul Pil più pesante nel Mezzogiorno rispetto al Centro Nord”. E’ quanto sostiene il segretario regionale della Uil Carmine Vaccaro per il quale “i dati relativi alla Basilicata non lasciano spazio all’ottimismo perché la prevista crescita del Pil lucano di appena lo 0,3% al 2013, mentre al 2012 il decremento è del 2,5%, come i posti di lavoro che si perderanno (1.800 nel 2012 e 800 nel 2013), rafforzano la nuova recente sollecitazione rivolta, insieme a Cisl e a Cgil, al Presidente De Filippo e alla Giunta a dare gambe agli interventi più volte annunciati in tema di lavoro e di sviluppo, senza perdere altro tempo prezioso”.
Secondo Vaccaro “ci sono effetti negativi ancora più marcati dei tagli alle spese delle famiglie: il peso cumulato delle minori spese è ben più diversificato (1,2% nel 2012 e 2% nel 2013 nelle regioni centrosettentrionali,
2,3% nel 2012 e 4% nel 2013 al Sud). Ciò soprattutto a causa dei tagli alle spese per investimenti, che penalizzano il Mezzogiorno, in particolare per la forte riduzione delle risorse del Fas attuate con successivi interventi dal Governo precedente (oltre 300 milioni nel 2011, oltre 2 miliardi nel 2012, circa 4 miliardi nel 2013). Ancora, il peso dei soli tagli agli investimenti sul Pil nel 2012 è pari a mezzo punto percentuale in Italia, di cui lo 0,4% nel Centro Nord e lo 0,9% al Sud. Nel 2013 sono dello 0,6%, di cui lo 0,4% nelle regioni centro settentrionali e l’1,1% in quelle meridionali. In cifra fissa vuol dire che nel triennio 2011/2013 le manovre correttive di finanza pubblica comporteranno una riduzione delle spese per investimenti di 4,4 miliardi al Sud, contro 5,5 miliardi nel Centro Nord. Dunque – commenta il segretario UIL – il Sud non cresce, ma regredisce e con esso non cresce il Paese. Per questo occorre rimettere al centro dell’agenda politica italiana la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno, a partire dall’emergenza lavoro".

bas 07

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