Una performance per attori, immagini, musica e suoni

Il Conservatorio Duni di Matera presenta il 13 e 14 febbraio, alle ore 20.00, presso lo Spazio CasaTeatro “Dal grembo del silenzio nasce il primo gesto – Azione in nove gesti”, un seminario dedicato alla drammaturgia sonora, evolutosi in una pratica performativa aperta e interdisciplinare.

Il Conservatorio di Musica “E.R. Duni” di Matera, in collaborazione con il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, presenta il 13 e 14 febbraio, alle ore 20.00, presso lo Spazio CasaTeatro (Vico XX Settembre 2-6, Matera), la performance “Dal grembo del silenzio nasce il primo gesto – Azione in nove gesti”, produzione realizzata nell’ambito del progetto PNRR D.I.A.R.Y. – Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for young students (artists).

Il progetto D.I.A.R.Y., finanziato nell’ambito dell’INTAFAM-00061 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si configura come una piattaforma di ricerca artistica e tecnologica orientata alla formazione avanzata degli studenti artisti, alla sperimentazione interdisciplinare e all’internazionalizzazione dei percorsi didattici e performativi. Obiettivo centrale è l’integrazione tra arti performative e sistemi digitali interattivi, attraverso l’utilizzo di realtà aumentata, ambienti immersivi e dispositivi di analisi in tempo reale applicati alla creazione artistica contemporanea.

In questo contesto, Dal grembo del silenzio nasce il primo gesto si presenta come esito di un percorso di ricerca sviluppato a Matera a partire da un seminario dedicato alla drammaturgia sonora, evolutosi in una pratica performativa aperta e interdisciplinare.

La performance indaga il tema dell’incontro come evento fragile e necessario: due soggettività abitano uno spazio inizialmente diviso, in cui il confine non è barriera ma soglia. Al centro dell’azione si colloca il “respiro”, inteso come principio generativo e cognitivo, energia primaria da cui emergono voce e movimento. Attraverso sistemi digitali interattivi, le variazioni corporee e vocali vengono rilevate e trasformate in tempo reale in paesaggi sonori e visivi dinamici, attivando un circuito continuo di retroazione tra corpo, suono e spazio.

La produzione si avvale della presenza di artisti di riconosciuto profilo nel panorama della ricerca performativa contemporanea: i performer Piera Del Giudice e Vincenzo Del Prete, interpreti di un lavoro fisico e vocale di forte intensità espressiva, e il graphic designer e artista visivo Saul Saguatti, autore della scenografia e dell’universo visivo che dialoga in tempo reale con il dispositivo sonoro e digitale. La dimensione musicale e tecnologica coinvolge compositori, programmatori e ricercatori in un processo collettivo che integra drammaturgia, suono e sistemi digitali avanzati.

«Con il progetto D.I.A.R.Y. – dichiara il Direttore del Conservatorio di Matera, M° Carmine Antonio Catenazzo – il nostro Istituto rafforza una visione dell’Alta Formazione Artistica capace di coniugare qualità accademica, sperimentazione e innovazione tecnologica. Questa produzione rappresenta un risultato concreto dell’investimento PNRR: un modello virtuoso in cui ricerca, didattica e produzione artistica si integrano generando valore culturale per il territorio e nuove opportunità per i giovani artisti».

«D.I.A.R.Y. – afferma il M° Fabrizio Festa, Responsabile Scientifico PNRR per il Conservatorio di Matera – è pensato come un laboratorio permanente in cui il digitale non è un elemento decorativo, ma un dispositivo relazionale. In questa performance ogni respiro, ogni minima variazione del gesto produce una risposta dell’ambiente sonoro e visivo. È in questa interazione non lineare tra corpo e tecnologia che si manifesta la dimensione più innovativa del progetto».

La responsabilità scientifica del progetto PNRR D.I.A.R.Y. è affidata, per il Conservatorio di Matera, al M° Fabrizio Festa e, per il Conservatorio di Avellino, al Prof. Gianvincenzo Cresta.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma volto a qualificare la ricerca artistica, rafforzare la cooperazione tra istituzioni AFAM e promuovere nuovi linguaggi performativi capaci di integrare arte, scienza e tecnologia, contribuendo alla crescita culturale del territorio e alla formazione di professionalità altamente specializzate nel campo delle arti digitali.

L’ingresso è consentito fino a esaurimento posti.

Il programma di sala sarà disponibile in formato digitale tramite QR Code.

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