Teatro e inclusione: premiati i Padri Trinitari

Una nuova soddisfazione per gli ospiti e gli operatori dei Centri di Riabilitazione di Venosa e Bernalda, che pochi giorni fa hanno ricevuto a Treia (Macerata), nelle Marche, un riconoscimento per aver portato in scena lo spettacolo “Il mistero di Notre-Dame”.

Il direttore Vito Campanale con il riconoscimento

Una nuova soddisfazione per gli ospiti e gli operatori dei Centri di Riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, che pochi giorni fa hanno ricevuto a Treia (Macerata), nelle Marche, il Premio Gradimento del Pubblico per il successo ottenuto a marzo, in trasferta, con la rappresentazione de “Il Mistero di Notre-Dame”, portata in scena nell’ambito della stagione teatrale del Teatro Verdi di Pollenza (Macerata). Il riconoscimento è arrivato nel corso della serata conclusiva della rassegna nazionale di teatro integrato “Fuori Misura – Premio Giovanni Soldini”, promossa dall’associazione culturale teatrale “Gli Smisurati”, per “aver instaurato – è scritto nelle motivazioni – un dialogo diretto ed empatico con gli spettatori, generando una partecipazione spontanea e un consenso nato dalla forza della relazione costruita in scena”. Il premio al gruppo recitante dei Padri Trinitari si è inserito perfettamente in una manifestazione organizzata per ricordare l’educatore e amministratore locale di Treia, Giovanni Soldini, scomparso prematuramente 10 anni fa, dopo aver dedicato la sua vita professionale e politica al sostegno delle persone più fragili e all’inclusione sociale. “Proprio per questo, per l’attitudine e la visione di Giovanni Soldini – ha evidenziato il direttore dei Centri di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, Vito Campanale, prima di ricevere il premio dalle mani del fratello dell’educatore e politico, Gabriele Soldini – questo riconoscimento assume un valore ancora più importante. Lo spettacolo, liberamente ispirato al celebre romanzo di Victor Hugo, viene da noi proposto al pubblico come un vero e proprio inno alla diversità, all’accoglienza e all’abbattimento delle barriere isolanti. Un progetto di integrazione sociale che usa l’arte e il teatro come strumenti di crescita e di condivisione. La rappresentazione fonde musica, danza, recitazione ed effetti scenici mirati. Ma non si tratta di una semplice recita scolastica o amatoriale. È il sorprendente risultato finale di un percorso riabilitativo interdisciplinare che parte dai nostri operatori e specialisti e che viene finalizzato dalla coinvolgente interpretazione dei nostri ragazzi. Quando si fa rete nascono collaborazioni meravigliose: uniti si può dare voce a chi spesso non ne ha”. Alla serata di premiazione ha partecipato anche Simona Atzori, artista di fama internazionale che con il suo talento ha incarnato lo spirito più autentico della manifestazione, ricordando come l’arte sappia parlare un linguaggio universalmente capace di superare ogni barriera. Un sincero ringraziamento, da parte dei Padri Trinitari, va all’associazione “Gli Smisurati”, all’Ente Disfida del Bracciale di Treia, al presidente Raffaele Pierucci e a tutte le realtà sostenitrici “che rendono possibile – ha concluso Campanale – questo fondamentale percorso di inclusione sociale”.

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