“Dopo il dietrofront, di giovedì 11, della Casa Divina Provvidenza sul fitto di ramo d’azienda da affidare direttamente all’Asp, la Cisl, condannando tale comportamento inqualificabile, chiama i lavoratori dell’Ospedale Don Uva di Potenza a sostenere con forza la battaglia affinchè la Regione, con apposita legge, da approvare entro luglio con l’assestamento di bilancio, autorizzi l’Azienda Sanitaria di Potenza a gestire in forma diretta o anche con una sperimentazione gestionale, con collaborazione pubblico-privato, i servizi già affidati all’Ospedale Don Uva di Potenza”.
E’ quanto dichiara Giovanni Sarli, Segretario Generale Regionale della Cisl Fp di Basilicata.
“Per la Cisl, i contratti con il Don Uva non devono essere rinnovati per la manifesta inaffidabilità del contraente. Riguardo ai lavoratori, la Cisl chiede – aggiunge Sarli – che abbiano la stessa attenzione riservata ai lavoratori dell’Agrobios e dell’Agenzia per la prevenzione della cecità e, quindi, anche i lavoratori del Don Uva, chiamati a prestare un servizio pubblico, essenziale e di vitale importanza, potrebbero essere assunti direttamente dall’Asp con un contratto di diritto privato a tempo indeterminato.
Inoltre, riguardo ai locali dove ospitare i pazienti, si può procedere ad individuarli immediatamente nelle strutture pubbliche. Nell’immediato, quindi, continua Sarli, la Cisl chiede al Presidente De Filippo e all’Assessore Martorano di farsi promotori di una proposta di legge che dev’essere approvata, nell’ambito della discussione sull’assestamento del bilancio, ponendo le basi normative per realizzare la soluzione alternativa al fitto di ramo di azienda”. Chiesto ai lavoratori di rimettere in campo, da lunedì 15 luglio, i presidi permanenti".
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