Martedì 10 marzo alle ore 17,00 nella Sala-convegni del Polo Bibliotecario di Potenza sarà presentato il libro Rinascita, un cammino nel vuoto abitabile di Michelangelo d’Auria
Interverranno Luigi Catalani, Direttore del Polo Bibliotecario; Franco Villani, editore; Michelangelo d’Auria, autore; dialogheranno con l’autore Giovanna Cuoco e Carmen Cangi.
Pubblicare un libro non significa soltanto immettere un titolo nel circuito editoriale. Significa, prima di tutto, assumersi una responsabilità: quella di dare voce a un pensiero che interroga il tempo in cui viviamo, che lo attraversa senza semplificarlo, senza addomesticarlo. Rinascita, un cammino nel vuoto abitabile nasce da questa esigenza profonda.
Viviamo in un’epoca che celebra la velocità, l’efficienza, la semplificazione estrema del linguaggio e del pensiero. In questo scenario, Rinascita compie un gesto controcorrente: restituisce dignità al dubbio, alla parola meditata, alla complessità dell’esperienza umana. Lo fa attraverso la figura di Francesco, professore di filosofia, uomo in crisi non solo con il proprio passato, ma con un mondo che sembra aver smarrito il senso dell’umano. Ma sarebbe riduttivo leggere questo romanzo come la storia di una resa o di una nostalgia: Rinascita è, al contrario, un racconto di attraversamento.
Il viaggio di Francesco non è una fuga, bensì un pellegrinaggio laico e interiore. Attraverso borghi marginali, incontri inattesi e silenzi carichi di significato, il protagonista compone lentamente una nuova visione del mondo, più sobria, più essenziale, ma non meno impegnata. Accanto a lui, Carla – bibliotecaria, donna razionale, apparentemente distante – vive una trasformazione altrettanto profonda, riscoprendo una voce poetica autentica e un modo nuovo di abitare il tempo, le relazioni, sé stessa.
In queste pagine si avverte una profonda onestà intellettuale: nessuna risposta è definitiva, nessuna posizione è comoda. Tutto è messo in discussione, a partire dalle certezze più care. Rinascita parla a chi si è sentito, almeno una volta, fuori posto nel proprio tempo. A chi ha avuto la sensazione che il linguaggio non bastasse più, che i luoghi consueti non fossero più abitabili, che l’impegno dovesse trovare nuove forme. È un libro che non propone soluzioni, ma apre spazi. Spazi di pensiero, di ascolto, di possibilità.
Un libro che non intrattiene soltanto, ma accompagna. Che non consola, ma interroga. Che non chiude, ma apre. Con Rinascita affidiamo ai lettori un testo che chiede di essere abitato, come si abitano i luoghi veri: con rispetto, attenzione e disponibilità a lasciarsi cambiare.