Riforma del lavoro tra crescita, occupazione e governance

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Quali le ripercussioni a livello locale. Se ne è parlato in un convegno del Ccipl

Come conciliare le esigenze dell’economia globale con i bisogni delle società locali, che sono indissolubilmente legati alle potenzialità e alla vocazioni del territorio e, soprattutto, come l’attuazione della Riforma del lavoro influirà sulla funzionalità della governance per l’occupazione.
Sono le domande poste dal convegno sul tema “Non c’è democrazia senza lavoro, non c’è lavoro senza territorio”, organizzato dal Comitato di coordinamento istituzionale per le politiche del lavoro (Ccipl), e tenutosi oggi a Potenza, con l’obiettivo di operare una riflessione sulla Riforma del mercato del lavoro proposta dal Governo Monti, già approvata dal Senato e attualmente in discussione alla Camera. Sulla Riforma è in atto un dibattito politico a livello nazionale tra i partiti, le forze sociali ed economiche. L’iniziativa del Comitato ha inteso riportare a livello regionale i temi della discussione, incentivando il confronto tra le istituzioni, le rappresentanze sociali, economiche e i cittadini.
Ad approfondire i temi della riforma del lavoro la relazione del presidente del Ccipl, Pinuccio Maggio e a seguire gli interventi dell’assessore regionale alla Formazione e Lavoro, Vincenzo Viti e le relazioni dei rappresentanti del ministero del Lavoro, Claudia Contessa e Paola Paduano, e del sottosegretario Giampaolo D’Andrea, cui è affidato il compito di concludere i lavori.
Il convegno serve soprattutto a fare il punto sulle ripercussioni che la Riforma potrebbe avere sulla crescita economica e sociale, sullo sviluppo dell’occupazione, sull’avanzamento dei servizi per la formazione e il lavoro sia a livello nazionale che in ambito regionale.
Alla luce dei dati sul lavoro in Basilicata e nel Meridione, occorre comprendere in che modo la riforma possa dare risposte ai bisogni di lavoro in quanto, e questo è uno dei temi del convegno, “all’interno del dibattito nazionale sulle riforme da apportare al mercato del lavoro non si possono e non si devono sacrificare le domande che provengono dal territorio”. Soprattutto perché “la sottoutilizzazione di capitale umano formato non può che contribuire ad acuire la crisi: ed è proprio a partire da un utilizzo consapevole e mirato dei giovani laureati che l’Italia e il Sud possono trovare risposte alla crisi”.
Quanto alla governance, si tratta di intendere in che modo possano svilupparsi le sinergie tra il livello statale e il livello locale e come portare a piena attuazione i valori della sussidiarietà, della collaborazione e dell’integrazione tra singoli soggetti istituzionali, in particolare tra lo Stato e le Regioni, e tra queste e gli Enti locali ai quali sono attribuiti compiti gestionali e amministrativi.
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