Regionali, Navazio: una partita da giocare con nuove regole

“Ben vengano nuove regole. Anche nuovi giocatori. Animati più dallo spirito decoubertiano che dall’ossessione degli schemi e dalle pagelle del giorno dopo. Questa volta, però, giochiamo ad armi pari. Con idee di futuro da scegliere”

&ldquo;Giochiamoci la partita. Bene. Siamo pronti. Ci chiediamo solo chi porter&agrave; il pallone questa volta&quot;. E&rsquo; l&rsquo;interrogativo che si pone il consigliere regionale del Gruppo misto, Alfonso Ernesto Navazio, in previsione delle prossime consultazioni regionali.<br /><br />&ldquo; Abbiamo vissuto, nei mesi scorsi &ndash; ricorda Navazio – l&rsquo;esperienza legislativa con passione, animati dalla voglia di fare, fin troppo. Sfidando la maggioranza a colpi di proposte di legge. Sul campo, per&ograve;, quando si indispettiva, il ragazzino possessore del pallone decideva che non si giocava pi&ugrave;: prendeva il pallone ed andava via. E noi si rimaneva con il sogno infranto. Delusi, arrabbiati, lanciandoci occhiate per riprometterci che mai, mai avrebbe pi&ugrave; giocato con noi. Purtroppo, il giorno dopo, il pallone lo aveva solo lui e dovevamo pur giocare. Abbiamo dovuto fare i conti, in questi anni della IX legislatura consiliare, con quella stessa arroganza. Nonostante volevamo e vogliamo contribuire ad un sogno per la nostra terra. Un p&ograve; di esempi, di proposte di legge mai prese in considerazione : &lsquo;Open data&rsquo;, &lsquo;Open source&rsquo;, &lsquo;Cannabis terapeutica&rsquo;, &lsquo;Consumo del suolo&rsquo;, &lsquo;Semplificazione governance&rsquo; enti strumentali (l&rsquo;elenco sarebbe ancora lungo). Niente. Nemmeno la discussione &egrave; stata concessa. Uno sguardo? Nemmeno quello&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Bisognava solo essere in campo &ndash; sottolinea Navazio – ed assistere alle bizze del possessore del pallone, colpito dalla proposta, incredulo che non l&rsquo;abbia pensata prima lui. Ben vengano nuove regole. Anche nuovi giocatori. Animati pi&ugrave; dallo spirito decoubertiano che dall&rsquo;ossessione degli schemi e dalle pagelle del giorno dopo. Nessuno pu&ograve; chiamarsi fuori dalla nuova partita. Questa volta, per&ograve;, giochiamo ad armi pari. Con idee di futuro da scegliere. Con regole e non con deroghe per gli amici degli amici. &lsquo;Capitalizziamo il nostro orgoglio&rsquo;. Bene. Ma non dipende solo da noi. O almeno &lsquo;solo&rsquo; da noi. Dipende dall&rsquo;impegno di ciascuno di noi, stampa compresa. Dipende da chi ha voglia di rompere gli schemi. Dipende dalla rabbia e da quanto siamo affamati. Dipende da chi far&agrave; un passo indietro. Dipende da chi non si dimenticher&agrave; di rispettare le regole. Dipende dalla reputazione dei giocatori e di quella degli allenatori. Dipende dalla capacit&agrave; di immaginare un futuro desiderabile e di pianificare il percorso per sbarcare in questo futuro. Non ci sono ricette universali e miracolose per ritrovare un&rsquo;anima che la storia recente di questa regione ha smarrito. Dobbiamo solo ritrovarci. Tutti dovremmo essere un p&ograve; visionari. Il processo non &egrave; scontato ma la partita &egrave; fattibile&rdquo;.<br />&nbsp;&nbsp;

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