Programma speciale Senise, Mattia (Pdl): superare ritardi

Il consigliere regionale del Pdl nel sottolineare la necessità di un lavoro di concertazione tra le istituzioni ha chiesto a De Filippo di conoscere “quali azioni intende svolgere per ovviare ai ritardi nell’attuazione del Programma”

In un’interrogazione al presidente della Giunta regionale De Filippo, il consigliere regionale Franco Mattia (Pdl) ha chiesto di “conoscere quali azioni intende svolgere per ovviare alla situazione di ritardi evidenziata nell’attuazione del Programma Speciale Senise che è in netto contrasto con gli impegni assunti di recente in Consiglio, in occasione del dibattito sul ‘progetto canna bis Sinni’, per una svolta nella gestione delle risorse idriche lucane”.

Mattia evidenzia che “a seguito dell’audizione in Quinta Commissione consiliare permanente del Consiglio del dirigente dell’ufficio Programmazione e Controllo di gestione della Giunta regionale, Francesco Pesce, in merito allo stato di attuazione delle varie iniziative previste dal Programma Speciale Senise, è emerso che sui 35 milioni di euro stanziati, al 27 settembre scorso, la spesa realmente effettuata ammonta a circa 2,5 milioni di euro, mentre risultano impegnati circa 33,5 milioni di euro per progetti ed interventi non completati e in alcuni casi ancora in fase di avvio”.

Nel ricordare che “il 30 settembre scorso la Giunta ha disposto la proroga dei termini di scadenza del Bando per la concessione di aiuti per ‘Insediamento di Pmi in aree urbane, artigianali e industriali attrezzate’ (linea di intervento 2 del Programma), a causa della scarsa partecipazione di imprese e ditte”, il consigliere del Pdl sottolinea che “lo stato complessivo degli interventi non si può certamente considerare positivo specie per i risultati assai deludenti che si riscontrano nei maggiori comparti produttivi (agricoltura, piccole imprese, artigiano, turismo e servizi) e nell’incremento dell’occupazione”.

Per Mattia, inoltre “il progetto Sinni risponde a numerosi obiettivi che non possono essere sottovalutati o valutati con approssimazione: l'efficientamento della condotta che perde in alcuni tratti, quantitativi di acqua, determinando sprechi non più tollerabili; il miglioramento dei servizi idrici da erogare ai cittadini; il completamento dei progetti del cosiddetto bacino idrico meridionale di cui fa parte anche la Basilicata; l'incremento di attività per imprese e lavoratori lucani e pugliesi. La presa di coscienza sulla sostenibilità e scarsità dell'acqua, nonché sulla fragilità di opere strutturali che necessitano di massicci interventi manutentori, ha suscitato nell'ultimo decennio una notevole riconsiderazione del settore idrico anche in termini di leggi e normative. In questo contesto, nella seduta del Cipe del 3 agosto, il governo nazionale ha dato il via libera al primo atto del piano nazionale per il sud, rendendo cantierabili opere strategiche nazionali tra le quali si evidenziano i 330 milioni assegnati al sistema idrico della regione Puglia da cui sono stati destinati 180 milioni di euro per gli interventi di ottimizzazione funzionale del sistema idrico del Sinni, senza trascurare i 104 milioni di euro assegnati alla regione Basilicata sull'attrezzamento irriguo dello schema Bradano-Basento”.

A parere del consigliere dell’opposizione “c'è bisogno di un lavoro di concertazione, che coinvolga i Dipartimenti regionali, le autorità di bacino, l'Ato, l'Acquedotto Lucano, i consorzi di bonifica, per avviare un confronto sereno con l'Ente Irrigazione che tra l’altro si occupa della gestione dell’invaso di Monte Cotugno-Senise. Va, pertanto, a mio avviso, raccolta la disponibilità espressa in più occasioni dal commissario dell'ente, l'ingegner Saverio Riccardi, per una collaborazione istituzionale con la Regione Basilicata. Si avvii un confronto sereno, soprattutto scevro da atteggiamenti di inutili e dannose gelosie, con l'Ente Irrigazione che, come ha giustamente sottolineato lo stesso commissario Riccardi, dopo mezzo secolo di attività al servizio principalmente del mondo agricolo di tre regioni del sud, non ha più nulla da dimostrare per efficienza, esperienza, servizi tecnologici, a differenza invece di enti ed organismi lucani creati più di recente”.

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