Prevenzione aborti, il 6/4 presentazione pdl Singetta

All’incontro con la stampa partecipano anche i consiglieri regionali Pagliuca (Pdl), Scaglione (Pu), Navazio (Ial) e Falotico (Plb), che hanno firmato la proposta di legge

“L’aborto è una pratica che, da sempre, è al centro di una perenne conflittualità di pensiero tra laici e cattolici, tra quanti lo sostengono e quanti lo condannano. È dettato, in alcuni casi, da mere ragioni di carattere economico che inducono la donna a rinunciare al proprio bambino; infatti, molte donne ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza perché si trovano in una difficile condizione economica, oppure perché vivono una precaria situazione lavorativa: in questi casi la politica sociale può e deve fare qualcosa”. È quanto sostiene il capogruppo di Alleanza per l’Italia in Consiglio regionale, Alessandro Singetta, primo firmatario della proposta di Legge sugli “Interventi a tutela della maternità e a favore della natalità e misure di prevenzione dell’interruzione di gravidanza”, che sarà presentata venerdì 6 aprile, alle ore 11,30, presso la Sala 3 del palazzo Consiglio regionale (Via Verrastro, 6 – Potenza).

Alla conferenza stampa saranno presenti i consiglieri regionali Pagliuca (Pdl), Scaglione (Pu), Navazio (Ial) e Falotico (Plb), cofirmatari della proposta di legge, il presidente di “Liberi e Forti Basilicata”, Vincenzo Giuliano, il presidente del “Movimento per la Vita” di Potenza, Marcello Ricciuti, e Gabriella Biscione, presidente del “Centro di aiuto alla Vita”.

“Questa iniziativa legislativa – spiega Singetta – non vuole assolutamente qualificarsi come ‘legge anti-aborto’ ma vuole, piuttosto, porsi quale strumento legislativo in grado di portare un aiuto concreto alle tante donne che, trovandosi in difficoltà economica, si vedono costrette a rinunciare al proprio bambino”.

“Attraverso l’istituzione di un apposito fondo regionale, denominato ‘Fondo per la Vita’ e la promozione di progetti sociali con l’obiettivo di sostenere la donna sia durante la gravidanza sia dopo il parto ed attraverso la creazione di sinergie operative tra i Centri di aiuto alla vita, i Consultori e le strutture ospedaliere – continua l’esponente di Api – potranno essere aiutate le future mamme in difficoltà, mediante la concessione di un contributo mensile di 250 euro – per la durata di diciotto mensilità – spendibili per l’acquisto di beni e servizi per la madre ed il bambino”.

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