Petrolio, Singetta: condivisione per posizione De Filippo

Per il consigliere di Api “la ‘moratoria’, ovvero il divieto di concedere nuove autorizzazioni per la ricerca e, soprattutto, per l’estrazione, non va a toccare minimamente gli impegni già in atto con il Governo nazionale e le compagnie petrolifere”

In una lettera inviata alla stampa, il consigliere Singetta ha detto che “il petrolio è (e lo sarà ancora per molto, spero non per sempre) argomento centrale nella discussione politica dei nostri convulsi giorni. Non potevano mancare, pertanto, le più svariate interpretazioni rispetto alle forti parole pronunciate dal Presidente della Giunta regionale in occasione della conferenza stampa tenutasi il 6 settembre scorso”.

“Come consigliere regionale, ma prima ancora, come lucano, non mi appassiona il dibattito sulle motivazioni (è stato un atto opportunistico, secondo alcuni, di mera visibilità, secondo altri, per sfuggire all’isolamento politico o addirittura in malafede, sapendo che il provvedimento approvato dal Consiglio regionale non potrà reggere ad una probabile impugnativa da parte del governo statale). In effetti, la ‘moratoria’, ovvero il divieto di concedere nuove autorizzazioni per la ricerca e, soprattutto, per l’estrazione, non va a toccare minimamente (né, a mio avviso, avrebbe potuto farlo) gli impegni già in atto con il Governo nazionale e le compagnie petrolifere. Che si sostanziano nei 104.000 barili al giorno dell’Eni in Val d’Agri (anche se, ultimamente, la produzione è attestata sugli 85/90.000 barili), a cui devono aggiungersi i 50.000 che dal 2016 dovrebbero arrivare da Tempa Rossa e gli ulteriori 25.000 se il Memorandum avrà effettiva attuazione. Come si vede, la Basilicata continuerà a produrre petrolio ancora per decenni; il nostro contributo al consumo nazionale salirà dall’attuale 6/7% al 13-15%, confermando che il nostro giacimento è il più grande d’Europa”.

“Sbaglia, tuttavia – ha continuato Singetta – chi pensa che sarebbe stato meglio approvare, in Consiglio regionale, una mozione preludio ad una delibera di Giunta. La legge regionale 16 dell’agosto 2012 (al cui interno è contenuto l’articolo 37) rappresenta, non solo sotto il profilo politico, un atto forte, dal valore non meramente simbolico. E’ chiaro che, se dovesse essere oggetto di impugnazione con conseguente censura di incostituzionalità, i suoi effetti svanirebbero. Ma se così fosse, figuriamoci il rilievo che avrebbe potuto avere un semplice atto di indirizzo da parte del Consiglio regionale. Io ritengo, lo ripeto, che al di là delle motivazioni che hanno mosso il governatore, la sua posizione debba essere oggetto di condivisione, sostegno e spinta ed incoraggiamento ad andare avanti. Indietro non si torna. Il che significa, ovviamente, rinunciare agli ‘spiccioli’ derivanti dalle royalties al 7 per cento (in attesa del Memorandum, non sarebbe opportuno insistere per elevarle come accade in tutti i paesi oggetto di estrazione di idrocarburi?) ma anche evitare nuove, laceranti, pericolose modifiche al territorio. Siamo ancora indietro per quel che riguarda la piena attuazione dei protocolli d’intesa tra Eni e Regione Basilicata in materia di compensazione ambientale, sviluppo sostenibile, monitoraggio ambientale. Ormai è stato dimostrato che ‘Lucania Saudita’ è solo un’arguta invenzione giornalistica, non potendo certo paragonarsi il tenore di vita dei lucani a quello degli arabi (e, purtroppo, neppure a quello di tanti altri italiani!). Ed anche sul fronte occupazionale – ha concluso Singetta – le risposte sono state modeste: a fronte di circa 2.100 impiegati nell’industria petrolifera, i lucani sono solo il 46 per cento, ovvero neppure mille persone. Ma indietro non si torna: questo il valore delle parole del presidente De Filippo”.

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