Petrolio nello Ionio, Benedetto: occorre normativa legge

Per il vicepresidente del Consigilo regionale, è necessario “concordare con tutte le Regioni italiane interessate, quelle adriatiche e quelle che si affacciano sullo Ionio, un testo legislativo comune al quale dare più forza e peso costituzionale”

Con la mobilitazione popolare di domani a Policoro contro l'aggressione della Shell alle coste ionico lucana, pugliese e calabrese, beni comuni da tutelare specie per il turismo, dopo lo stop imposto dal ricorso del Consiglio dei Ministri alla ‘moratoria’ della ricerca petrolifera sulla terra ferma, per saldare il rinnovato protagonismo dei territori alle iniziative istituzionali, è necessario seguire l'esempio delle Regioni Puglia, Veneto e Abruzzo che hanno già presentato al Parlamento proposte di legge di iniziativa regionale per ‘la moratoria di prospezioni, ricerche e coltivazioni di giacimenti di idrocarburi nelle acque adriatiche’. E' quanto sostiene il vicepresidente del Consiglio regionale Nicola Benedetto (IdV), per il quale “l'adesione istituzionale e politica all'iniziativa di protesta deve tradursi perciò in una normativa di legge specifica. Si pone anzi l'esigenza di concordare con tutte le Regioni italiane interessate, sia quelle adriatiche che quelle che si affacciano sullo Ionio, un testo legislativo comune al quale dare più forza e peso costituzionale”.

Nel ricordare che ‘la Regione Puglia ha approvato nell’estate 2011 la proposta di legge alle Camere ‘Divieto di prospezione, ricerca, e coltivazione di idrocarburi liquidi’, per vietare la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque del mare Adriatico prospiciente le Regioni: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia”, Benedetto evidenzia che “la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, riunita a l’Aquila il 24.11.2011, ha invitato il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente a sospendere ogni procedimento autorizzativo per indagini petrolifere in mare e ad adottare una moratoria di ogni iniziativa di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nell’Adriatico e nelle acque al largo di tutte le coste europee”.
“Solo lo Ionio sarebbe interessato da 7 nuove richieste per la ricerca di petrolio per un totale di 3942 kmq, in aggiunta a quelle precedenti, e dopo il provvedimento del Ministro Passera che, di fatto, dà il via libera alla ricerca di idrocarburi sulla terra ferma e in mare – dove ci sarebbero 10,3 milioni di tonnellate di petrolio di riserve certe, che stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per appena 7 settimane- il rischio di ritrovarci le trivelle a poche migliaia dalla costa metapontina è sempre più reale”.

Nel sottolineare che “nel 2011 in Italia sono stati estratti 5,3 milioni di tonnellate di petrolio, di cui 640mila tonnellate dai fondali marini dalle nove piattaforme marine di estrazione petrolifera attive”, Benedetto aggiunge che “viene da chiedersi quali sarebbero potute essere le conseguenze se, un incidente come quello avvenuto nel giugno 2010 nel Golfo del Messico, fosse accaduto nello Ionio o nell'Adriatico. Va poi sottolineato l'aspetto riguardante la certezza dei dati relativi alle risorse disponibili su cui c'è grande discordanza».

  

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