Petrolio, Benedetto: proposta Berlusconi fuori tempo massimo

Il consigliere regionale ribadisce “la ferma posizione della Giunta e della grande maggioranza del Consiglio regionale a sostegno di quella moratoria sulla ricerca di idrocarburi fortemente osteggiata da petrolieri e ministri tecnici”

“A parte le simpatiche amenità del presidente Berlusconi, che evidentemente non ha alcuna intenzione di prendere sul serio la politica, come quella che avere la card carburanti è un buon motivo per risiedere in Basilicata, l’autocritica (‘non abbiamo mai messo troppa attenzione sul fatto che in Basilicata si fanno queste estrazioni’) è l’unica verità in materia di petrolio lucano. Per il resto, la promessa elettorale di portare le royalties al 20% non solo arriva fuori tempo massimo ma è molto al di sotto della mia posizione, sostenuta anche da altri colleghi del Consiglio, perché le royalties concesse dalle compagnie petrolifere arrivino almeno al 50% come accade in altri Paesi del mondo”. Lo ha detto il consigliere regionale Nicola Bendetto, esponente del Centro Democratico.
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“Quanto invece all’atteggiamento sulla ricerca e l’ulteriore estrazione – ha aggiunto l’esponente politico -, Berlusconi sposa in toto la linea delle compagnie e dei Ministri tecnici dicendo senza mezzi termini che bisogna aumentare la produzione petrolifera lucana. Evidentemente l’ex premier si è perso l’ennesima manifestazione popolare del 17 dicembre scorso a Policoro contro le trivelle nello Jonio e la ferma posizione della Giunta e della grande maggioranza del Consiglio regionale a sostegno di quella moratoria sulla ricerca di idrocarburi fortemente osteggiata da petrolieri e ministri tecnici con l’avallo di lobby politiche parlamentari e non. Ha fatto bene ieri il governatore De Filippo nel corso della conferenza stampa di inizio anno a ricordare al Governo Monti che sul Memorandum per il petrolio il tempo è scaduto e che le contropartite per il contributo della regione al fabbisogno energetico con le estrazioni di petrolio, in termini di infrastrutture, sviluppo, occupazione, previste dall'art. 16 del Memorandum, sono ancora buone intenzioni”.

“In proposito – ha concluso Benedetto -, è lo stesso Berlusconi a ricordare che una seduta del Cipe del 2011 si era occupata della questione con l’iscrizione di 600 milioni di euro da destinare alle infrastrutture, salvo poi a non farne nulla. Spetterà dunque al nuovo Parlamento e al nuovo Governo disincagliare quella sorta di ‘Concordia’ ancora incagliata dagli scogli determinati da petrolieri di professione e politici filo-petrolieri”.

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