Petrolio, Autilio: tenere alta l’attenzione

Per il presidente della seconda Commissione dopo l’approvazione dell’articolo 16 del decreto liberalizzazioni occorre vigilare perché gli interventi vengano realizzati nell'assoluto rispetto delle esigenze ambientali

“Il ‘disco verde’ del Cipe su Tempa Rossa è destinato a rafforzare i benefici che ci verranno dall’articolo 16 del decreto liberalizzazioni che istituisce, con parte delle risorse fiscali derivanti dal petrolio estratto, un fondo per lo sviluppo dei territori, come il nostro, che contribuiscono al fabbisogno energetico nazionale. Ma prima di pensare ai profitti che verranno dobbiamo tenere alta l’attenzione perché – come è scritto nell’art. 16 – gli interventi si potranno realizzare nell'assoluto rispetto delle esigenze ambientali e nella applicazione delle migliori pratiche operative in riferimento agli standard internazionali di sicurezza”. E’ quanto sostiene il presidente della seconda Commissione del Consiglio regionale (Bilancio – Programmazione) Antonio Autilio (Idv) sottolineando che “le nuove iniziative di mobilitazione di amministratori locali ed organismi civici del Vallo di Diano che coinvolgono anche i Comuni del Melandro – Val d’Agri (Brienza, Marsiconuovo, Paterno e Tramutola), interessati dal programma Shell denominato ‘Monte Cavallo’, meritano il massimo dell’ascolto perché si riferiscono a preoccupazioni diffuse. Abbiamo sempre considerato la tutela dell’ambiente, del territorio e della salute delle nostre comunità valori non negoziabili e pertanto – continua Autilio – saranno tali anche dopo l’approvazione dell’art.16”.

Nel sottolineare che “sicuramente questo sarà il tema centrale del dibattito previsto martedì prossimo in Consiglio regionale sulla base di una comunicazione del presidente De Filippo”, il consigliere di Idv evidenzia che “l’approccio ai problemi di gestione delle risorse strategiche rappresentate dagli idrocarburi della Val d’Agri e del Sauro è destinato a modifiche ed adeguamenti, a partire dall’accelerazione impressa al Memorandum sul petrolio, con la certezza di disporre, a breve, di risorse finanziarie di gran lunga superiori rispetto a quelle attuali delle royalties. E proprio in attesa di valutarne le effettive ricadute, si creano adesso le condizioni – aggiunge Autilio – per riprendere il confronto con il Governo Monti e dunque i ministri interessati, in coerenza con il Piano Nazionale per il Sud e con gli altri strumenti della programmazione comunitaria, nazionale e regionale, per attuare gli interventi ritenuti strategici per lo sviluppo industriale locale, la ricerca, le infrastrutture e la formazione, con l’obiettivo di assicurare un’effettiva ricaduta occupazionale sul territorio e il rendimento sostenibile agli investimenti delle compagnie petrolifere, garantendo nel contempo la massima prevenzione e tutela dell’ambiente del territorio e della salute pubblica”.

“Sgombrato il campo dalle difficoltà nel reperimento di nuove risorse finanziarie per la regione macrofornitrice di risorse energetiche strategiche per il Paese, sono certo – dice il presidente della seconda Commissione – che il Tavolo tecnico istituzionale Stato – Regione Basilicata potrà riprendere il suo lavoro, interrotto a seguito della conclusione dell’esperienza del Governo precedente. Sarà quella anche la sede per riproporre, con maggiore forza il tema della compensazione ambientale – territoriale che si è ripresentata in questi giorni in forme sempre più preoccupanti attraverso lo sversamento di petrolio dall’oleodotto Eni Viggiano – Taranto nelle campagne di Bernalda ed in precedenza con la vicenda dei fanghi derivanti dai lavori di perforazione e sversati in aree rurali di Corleto Perticara. Su questi aspetti l’incontro che il Presidente De Filippo avrà con l’ad Eni Scaroni – conclude – deve fornire risposte esaurienti”.

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