Pertusillo, Perrino: “Grottesco l'atteggiamento di Pittella”

Il consigliere regionale del M5s fa riferimento alla mozione approvata dal Consiglio regionale della Puglia relativamente all’invaso e alle polemiche che ne sono seguite

<div> &ldquo;Forse aizzato dal suo padrone Renzi, Marcello Pittella, dopo aver tirato le orecchie a Lacorazza, rivolge la sua attenzione ad un altro suo compagno di partito, il presidente della Puglia, Michele Emiliano. A molti non sar&agrave; sfuggito il duro e per certi versi imbarazzante scambio di tweet tra i due governatori&rdquo;. E&rsquo; quanto afferma il consigliere regionale del M5s Gianni Perrino.</div><div> &nbsp;</div><div> &quot;Alla base delle recriminazioni di Pittella – aggiunge l&#39;esponente del M5s – c&rsquo;&egrave; una mozione (firmata da Forza Italia e M5s) approvata all&rsquo;unanimit&agrave; dal Consiglio regionale della Puglia. Cosa prevede questa mozione? L&rsquo;avvio di ogni utile iniziativa, in sede regionale, nazionale e comunitaria, per poter accertare e verificare, in tempi brevi, ed una volta per tutte, anche attraverso controlli dell&#39;Arpa Puglia, congiuntamente all&#39;organismo omologo della Regione Basilicata, se la diga del Pertusillo costituisca o meno un invaso fonte di elementi fortemente tossici e gravemente nocivi per la salute delle migliaia di famiglie pugliesi che acquistano e utilizzano quell&#39;acqua come potabile. Si tratta evidentemente di una mozione coraggiosa che intende fare finalmente chiarezza sulle inquietanti ombre che aleggiano sulla salubrit&agrave; delle acque dell&rsquo;invaso del Pertusillo.Nonostante gli aspetti inquietanti evidenziati dalla mozione, il gladiatore di Lauria, sulle sacrosante accuse che evidenziano il silenzio (persistente) e le decisioni (tardive) del governo lucano, ha perso le staffe e preteso le scuse ufficiali da parte di Emiliano che, dal canto suo, ha ammesso di non saperne niente, dichiarandosi addolorato&rdquo;.</div><div> &nbsp;</div><div> &ldquo;Eppure &ndash; ancora Perrino – a parte gli screzi e litigi da rotocalco rosa tra Pittella e Emiliano, ci&ograve; che il Consiglio regionale pugliese evidenzia e denuncia riveste assoluta importanza non solo per i pugliesi ma anche per i lucani, oltre che apparire rispondente a indizi e riscontri di palmare verit&agrave;. Come negare che il &lsquo;silenzio (persistente) e le decisioni (tardive) del Governo lucano&rsquo; sulla vicenda &lsquo;rischiano di apparire conferme della grave situazione instillando in tal modo la convinzione che si stia incidendo in maniera pesante sulla salute pubblica degli utenti pugliesi&rsquo;?&quot;.</div><div> &nbsp;</div><div> &ldquo;Come riportato nella mozione &ndash; aggiunge ancora Perrino – l&rsquo;ente di monitoraggio ambientale lucano, l&rsquo;Arpab, &lsquo;previe analisi svolte nel luglio del 2011 e nel marzo 2012, avrebbe ammesso la presenza nell&#39;invaso di concentrazioni di idrocarburi e metalli pesanti: ci&ograve; nonostante l&#39;Arpab e la Regione Basilicata hanno sempre minimizzato i livelli di inquinamento e dal 2013 ad oggi i dati ufficiali non sono mai pi&ugrave; stati resi noti&rsquo;. Anzicch&eacute; lasciarsi andare a queruli &lsquo;cinguettii&rsquo; con Emiliano, Pittella dovrebbe adirarsi per le gravissime e intollerabili carenze che paralizzano l&rsquo;operativit&agrave; e i controlli dell&rsquo;Arpab. Una paralisi evidenziata e certificata, rispettivamente a pagina 859 della relazione della direzione nazionale antimafia nella quale viene espressamente denunciata &lsquo;la scarsa attenzione da parte degli Enti deputati al monitoraggio dell&rsquo;ambiente e della salute pubblica&rsquo; lucani, che &lsquo;amplifica l&rsquo;oggettiva complessit&agrave;&rsquo; delle indagini sui reati ambientali &lsquo;particolarmente diffusi e perseguiti nel territorio, e spesso configurantisi in relazione allo sfruttamento del ricco sottosuolo dell&rsquo;area Val d&rsquo;Agri&rsquo;; e dallo stesso neo direttore Arpab, Edmondo Iannicelli, il quale, in una audizione in seconda Commissione consiliare, ha dichiarato che molte &lsquo;attivit&agrave; obbligatorie non venivano effettuate&rsquo; per mancanza di risorse umane – nonostante i circa 150 dipendenti – e carenze di figure professionali (tecnici, biologi, chimici), di &lsquo;risorse strumentali&rsquo; e &lsquo;attrezzature che mancano&rsquo;&rdquo;.</div><div> &nbsp;</div><div> &ldquo;Ci&ograve; significa che, come gi&agrave; denunciato dal M5s Basilicata &ndash; conclude Perrino – gran parte dei monitoraggi e dei controlli ambientali che l&rsquo;Arpab dovrebbe realizzare per legge, non vengono effettuati. Una stasi inaccettabile che giustifica ampiamente l&rsquo;inquietudine espressa dal Consiglio regionale pugliese. Davanti alle incontrollate esternazioni pittelliane, torniamo a chiederci, sgomenti, in che mani siano la tutela dell&rsquo;ambiente e della salute delle popolazioni appulo lucane. Ci appare intollerabile che Pittella non prenda atto delle preoccupazioni e delle sacrosante richieste di monitoraggio ambientale manifestate dal Consiglio regionale pugliese sulle acque del Pertusillo. Ma non solo: ci sembra grottesco che, addirittura, Pittella ne attacchi le intangibili funzioni e prerogative istituzionali. Qual &egrave; il principale compito e dovere di un presidente di Giunta? Polemizzare su twitter oppure tutelare la salute dei cittadini ad ogni costo? Quali interessi difende il &lsquo;gladiatore&rsquo;? &lsquo;Cui prodest&rsquo;, Pittella?&quot;.</div>

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