Pari opportunità, Boldrini a Matera incontra la Crpo

Contrasto alla violenza di genere, diritti ed eguaglianza: questi i temi del confronto fra la presidente della Camera dei deputati e le rappresentanti della Commissione regionale. Blasi: “Azioni collettive per determinare un reale cambiamento sociale”

Un drappo rosso a Palazzo Lanfranchi. Anche a Matera oggi &egrave; stata rilanciata l&rsquo;iniziativa nata sul web con l&rsquo;hashtag #saranonsar&agrave; per protestare contro il femminicidio. La presidente della Camera dei deputati <strong>Laura Boldrini</strong>, che nella sede del museo ha partecipato a una riunione pubblica della Commissione regionale per le pari opportunit&agrave;, ha ringraziato per questa iniziativa con la quale &ldquo;il popolo della rete ha voluto dire no alla violenza sulle donne&rdquo;, ribadendo che &ldquo;occorre alzare un muro contro la violenza mascherata da amore, contro la mentalit&agrave; del possesso e della sopraffazione&rdquo;.<br /><br />Boldrini &egrave; stata invitata dalla Crpo lucana dopo le osservazioni critiche che aveva rivolto nei mesi scorsi per il primato negativo della Basilicata, dove nessuna donna siede in Consiglio regionale. Ed ha spiegato oggi che quella critica alla Basilicata, &ldquo;terra di cultura e di spirito democratico, con tante eccellenze&rdquo;, nasceva dal fatto &ldquo;che si discuteva di come stimolare la presenza femminile. Abbiamo approvato una legge sulle linee guida di parit&agrave; per l&rsquo;elezione dei Consigli regionali, dove si prevede che ogni genere deve avere almeno una rappresentanza del 40 per cento. Non mi piace, noi siamo il 50 per cento, non capisco qual &egrave; l&rsquo;impedimento che ha portato il legislatore a non prevedere il 50 per cento&rdquo;. &ldquo;Possiamo dire che oggi c&#39;&egrave; eguaglianza?&rdquo;, si &egrave; chiesta ancora la presidente della Camera dei deputati. &ldquo;Finch&eacute; solo il 47 per cento delle donne lavora o le donne guadagnano meno degli uomini, o, ancora, le donne sono rappresentate in politica sotto il 50 per cento, non c&#39;&egrave; eguaglianza. Non incoraggiare il lavoro femminile costa all&rsquo;Italia 15 punti di pil, mentre quando le donne sono ai vertici delle aziende, il loro fatturato aumenta. Queste cose non le dice una Ong di nicchia ma il Fondo monetario internazionale&rdquo;.<br /><br />Boldrini era stata salutata dal sindaco di Matera <strong>Raffaello De Ruggieri</strong>, che ha richiamato brevemente il percorso fatto dalla citt&agrave;, &ldquo;da &lsquo;vergogna nazionale&rsquo; a patrimonio mondiale dell&#39;umanit&agrave;, fino alla designazione a capitale europea della cultura&quot;. &quot;Matera &ndash; ha aggiunto – ha vissuto momenti di impensabile difficolt&agrave;, ma &egrave; riuscita a recuperare il valore della dignit&agrave; trasformando una situazione di vergogna in orgoglio di appartenenza&rdquo;.<br /><br />Nel settantesimo anniversario della Repubblica e del voto alle donne, il consigliere segretario <strong>Achille Spada</strong>, a nome dell&rsquo;Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, ha voluto richiamare &ldquo;questa data epocale per la storia italiana, animata dal senso profondo di alcuni valori, libert&agrave; e democrazia. Valori che indicano ancora oggi il percorso da seguire sulla strada della modernit&agrave;. Bisogna recuperare il senso della mitezza della politica, i valori condivisi, le idee che nascono dal dialogo e dal confronto per farci recuperare il senso della comunit&agrave;&rdquo;. Spada ha inoltre evidenziato la necessit&agrave; del &ldquo;pieno riconoscimento dei diritti politici delle donne. La Basilicata ha la consapevolezza di avere un pesante primato negativo, vogliamo e dobbiamo considerarlo un incidente di percorso che tuttavia palesa la necessit&agrave; di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di prendere parte alla competizione politica e rende per noi quanto mai attuale il contenuto delle disposizioni della legge n. 20/2016 volta a garantire l&rsquo;equilibrio nella rappresentanza tra uomini e donne nei Consigli regionali&rdquo;.<br /><br />Nei successivi interventi, <strong>Lina Bonomo</strong>, componente della Crpo, ha osservato che nel nuovo Statuto della Regione &ldquo;la parit&agrave; di genere rimane ancora un&#39;enunciazione di principio&rdquo;, richiamando inoltre i temi sui quali si &egrave; caratterizzata l&rsquo;attivit&agrave; della Commissione nell&rsquo;ultimo periodo: dalla formazione al lavoro, all&rsquo;immigrazione, alla salute. Problemi sui quali la Crpo ha ricercato la collaborazione e il confronto con gli altri organismi istituzionali e le amministrazioni locali, coinvolgendo i territori e con una particolare attenzione al mondo dei giovani. <strong>Tina Iacovuzzi</strong>, del Forum regionale del terzo settore, ha insistito sulla necessit&agrave; di &ldquo;costruire un capitale sociale per questa regione fondato sui valori della solidariet&agrave;&rdquo;. H spiegato inoltre come tante donne operano quotidianamente nel mondo associativo per il miglioramento della qualit&agrave; della vita nella citt&agrave;, &ldquo;incontrando saperi ed esperienze, diritti e opportunit&agrave;&rdquo;. &ldquo;Il terzo settore promuove e organizza attivit&agrave; di interesse generale, fra le quali l&rsquo;accoglienza dei migranti&rdquo;, ha concluso Iacovuzzi osservando che &ldquo;il confronto con le donne migranti non pu&ograve; che arricchire il bagaglio di esperienza delle donne lucane&rdquo;. Il sindaco di Tricarico <strong>Lina Marchisella</strong> ha ricordato che &ldquo;il tempo della politica &egrave; scandito dal ritmo prevalente del potere maschile&rdquo;, e che spesso le donne &ldquo;lavorano tre volte: a casa, sul posto di lavoro e con l&rsquo;impegno politico&rdquo;. Ha inoltre osservato che nelle realt&agrave; dei piccoli Comuni &egrave; possibile realizzare un modello di organizzazione sociale che aiuta le donne impegnate in politica e nel sociale. &ldquo;Le leggi sulla parit&agrave; sono grimaldelli per creare pari opportunit&agrave;&rdquo;, ha concluso. &ldquo;Nonostante le donne di oggi siano ricche di talenti e di forza, la societ&agrave; e la politica non sanno ancora avvalersene pienamente, gli ostacoli non sono ancora rimossi, la politica &egrave; saldamente tenuta in mani maschili&rdquo;, ha detto <strong>Marcella Conese</strong>, in rappresentanza delle donne impegnate nel sindacato. &ldquo;Dobbiamo procedere nel cammino verso la piena parit&agrave; &ndash; ha aggiunto – con la stessa determinazione che usarono le 21 donne della Costituente, che ci hanno consegnato un patrimonio importante di diritti e di libert&agrave; che abbiamo il compito di difendere e di ampliare, battendoci con passione e con intelligenza, con coraggio ed ambizione, per affidare alle nuove generazioni una societ&agrave; moderna, democratica e paritaria&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La presenza di Laura Boldrini legittima gli sforzi della Commissione per le pari opportunit&agrave; per una democrazia paritaria&rdquo;, ha detto la presidente della Crpo <strong>Angela Blasi</strong> nell&rsquo;intervento conclusivo. &ldquo;Il voto riconosciuto alle donne nel 1946 &ndash; ha aggiunto Blasi – rappresenta una data storica di un percorso di uguaglianza che registra ancora vuoti da colmare. Il bilancio presenta luci ed ombre, siamo l&rsquo;unica Regione a non avere una donna in Consiglio regionale, molti Comuni non rispettano la legge Delrio. La Crpo ha sostenuto la necessit&agrave; di introdurre come espressioni di democrazia, nello Statuto regionale, il principio del valore della differenza ed il riconoscimento di garanzie utili per le pari opportunit&agrave;. La presenza delle donne in politica potrebbe rendere meno aspra la disputa, le donne sono concrete e determinate nella gestione della res pubblica&rdquo;. &ldquo;Il cambiamento avviene dove la differenza &egrave; riconosciuta, dove c&#39;&egrave; il confronto &ndash; ha concluso Blasi -. La nostra Regione ha fatto dei passi avanti, ma potrebbe fare molto di pi&ugrave;. Il cammino da percorrere &egrave; lungo, servono azioni collettive che possano determinare un reale cambiamento sociale&rdquo;.&nbsp;

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