Parco Appennino Val d’Agri alla vetrina Bit

Proposte che nascono dal parco-comunità. I focus saranno coordinati da Donata Manzolillo. Il presidente Antonio Tisci: “Il Parco presenterà sia una proposta sul turismo outdoor sul complesso del Sirino che una che abbiamo chiamato strada delle contraddizioni”.

Il Parco Nazionale Appennino Val d’Agri Lagonegrese sarà presente alla BIT con due idee di turismo che, oltre a rappresentare due proposte turistiche, vogliono anche raccontare un modello di rapporto con il territorio.

All’interno della BIT, grazie all’ospitalità che ci viene offerta dall’APT, il Parco presenterà sia una proposta sul turismo outdoor sul complesso del Sirino che una che abbiamo chiamato “strada delle contraddizioni”.

Prima ancora di parlare delle due proposte, come detto, è necessario soffermarsi sul metodo con le quali le due proposte sono nate.

Siamo abituati ad immaginare le istituzioni pubbliche come motori territoriali che si attivano su proprie idee. Nella mia cultura, al contrario, il richiamo al principio di sussidiarietà verticale determina la volontà di immaginare le istituzioni come porte aperte al dialogo e capaci di potenziare le idee che pervengono dal territorio, dalle associazioni e da chi opera realmente.

Tutte e due le proposte nascono dal dialogo e dall’ascolto che è stato, in entrambi i casi, favorito da Donata Manzolillo che, nella sua collaborazione con l’Ente, ha portato alla mia attenzione due realtà molto diverse tra di loro ma che hanno in comune la possibilità di incrociare innovativi flussi turistici.

La prima proposta nasce dal MG by the sea 2025 voluta dal direttore regionale di Basilicata MG Car Club d’Italia Lanfranco Nortano che ha organizzato nell’anno passato un importante raduno di auto d’epoca che ha attraversato anche il territorio del Parco.

Si tratta di un turismo che potremmo definire di nicchia rispetto ai grandi numeri ma che, non soltanto è alto spendente ma che, soprattutto, si sposa bene con i paesaggi della nostra Basilicata, con la sua viabilità secondaria che si inerpica sulle montagne e con in nostri borghi dai quali è molto lontano il logorio della vita moderna.

Per il 2026 il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, verificate le potenzialità di queste iniziative, vuole tornare al centro di questo tipo di turismo e presenterà alla BIT le proprie idee con un focus che vedrà la partecipazione, oltre che del Presidente del Parco e di Nortano, del Ernesto Maloscia, direttore regionale Lombardia MG Car Club d’Italia oltre che segretario nazionale MG Car Club d’Italia.

L’idea è quella di presentare i paesaggi del Parco Nazionale come luogo ideale per i raduni delle auto d’epoca con un pacchetto turistico ad hoc per il 2026.

L’altro focus che vedrà protagonista il Parco riguarda il complesso del Sirino. E’ mia convinzione da sempre che il Massiccio del Sirino, dal lago fino alle vette montuose ha tutta la potenzialità per diventare un grande motore turistico. Gioca a suo favore la vicinanza con la rete autostradale, la facile raggiungibilità e la sua prossimità alle località balneari.

In questo contesto l’Ente Parco, che non ha alcuna competenza in materia di infrastrutture, può giocare la sua partita nella costruzione di un pacchetto Sirino che sappia partire da chi opera sul territorio dando loro le possibilità di muoversi.

Con questo spirito di ascolto e di partecipazione ho accolto, quindi, con grande entusiasmo l’idea che la stessa Manzolillo ha costruito insieme a Roberto Cantisani (Sirino Outdoor Experience), Pietro Ielpo (Presidente Sirino Gravity) Alessandro Cozzi (Guida Aigea) e Pietro Anania (ideatore Food Truck) per presentare una visione che unisce cibo, passeggiate, biciturismo e territorio in una proposta a 360 gradi per quattro stagioni.

Sono le prime due complete proposte turistiche che il Parco mette in campo e che presenterà alla BIT che vogliono anche dare struttura ad un metodo di governo che non impone idee ma che si apre alle proposte che vengono dal territorio coinvolgendo le associazioni, gli operatori singoli e associati e valorizzando le loro professionalità nella convinzione che siano loro i veri protagonisti del Parco intendendo con questo termine il Parco come comunità viva e vitale.

La speranza è che questo tipo di proposte venga sempre di più all’attenzione dell’Ente che è sempre pronto ad offrire le proprie strutture a chi vuole valorizzare il territorio ricordando che la promozione turistica, insieme alla valorizzazione dell’agricoltura e dell’artigiano, è una delle missioni tipiche dei Parchi Nazionali che, a mio avviso, è anche l’unico vero modo per tutelare la biodiversità trasformandola in un vantaggio competitivo per le zone interne.

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