Otto milioni per il sistema socio-assistenziale della regione: un piano di sviluppo per welfare, inclusione e occupazione
La Giunta regionale della Basilicata ha approvato, su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro Francesco Cupparo, l’Avviso Pubblico “Sostegno alle attività imprenditoriali di interesse socio-assistenziale”, destinando una dotazione finanziaria di 8 milioni di euro a valere sulle risorse FSC 2021-2027 nell’ambito dell’Accordo per la Coesione.
L’intervento è finalizzato a sostenere la diffusione e il rafforzamento delle attività economiche a contenuto sociale, incentivando investimenti per l’avvio, l’ampliamento, la riqualificazione e l’adeguamento di strutture destinate ai servizi socio-assistenziali e socio-sanitari rivolti alle fasce più fragili della popolazione.
Le agevolazioni sono rivolte a micro, piccole e medie imprese, cooperative, imprese sociali ed enti del Terzo Settore che operano o intendono operare in Basilicata nei servizi per anziani, persone con disabilità, minori, famiglie, dipendenze patologiche e servizi socio-educativi per l’infanzia.
L’iniziativa punta a rafforzare una rete territoriale di servizi sempre più necessaria per rispondere ai cambiamenti demografici e sociali che interessano anche la Basilicata, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una crescente domanda di assistenza qualificata e di prossimità.
Tra gli interventi ammissibili figurano case di riposo, residenze socio-assistenziali, centri diurni per anziani e disabili, strutture “Dopo di Noi”, comunità socio-riabilitative, servizi per minori e famiglie, residenze sanitarie assistenziali per disabili e strutture terapeutico-riabilitative dedicate alle dipendenze patologiche, comprese quelle legate al gioco d’azzardo.
L’Avviso rappresenta una misura strategica di politica di sviluppo regionale, capace di coniugare crescita economica, welfare territoriale e inclusione sociale. La Regione intende infatti sostenere investimenti in un comparto che negli ultimi anni ha mostrato importanti potenzialità di sviluppo occupazionale, innovazione nei servizi alla persona e rafforzamento della coesione sociale, favorendo la nascita e il consolidamento di un sistema imprenditoriale orientato alla qualità dei servizi e alla sostenibilità economica.
“Con questo Avviso – dichiara l’assessore Francesco Cupparo – la Regione Basilicata conferma una scelta strategica precisa: investire nell’economia sociale come leva di sviluppo socio-produttivo, di welfare territoriale e di crescita occupazionale. Non si tratta soltanto di finanziare strutture e servizi, ma di sostenere un modello di sviluppo che mette al centro le persone, le famiglie e le comunità locali”.
“Le risorse stanziate – aggiunge Cupparo – consentiranno di rafforzare l’offerta socio-assistenziale regionale, migliorare la qualità della vita delle persone fragili e creare nuove opportunità di lavoro qualificato, soprattutto per giovani e donne. In molte aree della Basilicata questi servizi rappresentano anche un presidio fondamentale contro lo spopolamento e l’isolamento sociale”.
L’assessore sottolinea inoltre come il provvedimento favorisca investimenti innovativi e qualificati: “Vogliamo accompagnare la crescita di imprese ed enti che svolgono una funzione essenziale per il welfare territoriale. L’integrazione tra sviluppo economico, servizi alla persona e inclusione sociale rappresenta oggi una delle principali sfide delle politiche regionali e questo Avviso va esattamente in questa direzione”.
La dotazione finanziaria potrà essere incrementata con eventuali ulteriori risorse che la Regione si riserva di destinare alla misura. Tra i requisiti previsti per accedere alle agevolazioni figurano la regolarità contributiva, il rispetto della normativa antimafia e l’assenza di situazioni di difficoltà economica secondo la normativa europea.
L’Avviso prevede inoltre criteri rigorosi finalizzati a garantire qualità degli investimenti, innovazione dei servizi e piena coerenza con gli obiettivi di rafforzamento del sistema socio-assistenziale regionale.