Per il consigliere regionale del Gm inoltre “la scelta di anticipare la consultazione referendaria, non permette ai cittadini di informarsi e di esprimere un voto consapevole”. Chiesta una riunione dell’Ufficio di Presidenza con i gruppi consiliari
“Non ci stupisce la scelta del governo Renzi e, di conseguenza, del Pd, al netto di isolate prese di posizione di alcuni suoi esponenti, di evitare l’abbinamento del referendum sulle trivelle con le elezioni amministrative”.<br /><br />Lo sostiene il consigliere regionale del Gruppo misto Giannino Romaniello per il quale “la scelta di anticipare la consultazione referendaria, oltre a non garantire una tempistica adeguata per lo svolgimento di una campagna referendaria che permetta ai cittadini di informarsi e di esprimere un voto consapevole, rappresenta anche un forte aggravio dei costi per le casse pubbliche. Ma è evidente che quando si tratta di ostacolare l’esercizio della democrazia Renzi e il suo governo non badano a spese, sulle spalle degli italiani”.<br /><br />“Appare del tutto evidente – continua – che la scelta di fissare la data del referendum al 17 aprile è stata fatta non solo per scoraggiare la partecipazione al voto ma anche per ostacolare la necessaria organizzazione della campagna referendaria, dati i tempi stretti”.<br /><br />“Alla luce di quanto avvenuto – conclude Romaniello - appare quanto mai necessario che l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale organizzi, in tempi rapidi, una riunione con tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale per condividere un programma di iniziative a sostegno del referendum da proporre e condividere con la società civile e le associazioni che da tempo si battono contro l’ampliamento delle aree della ricerca e coltivazione petrolifera in Basilicata, affinché si riesca a mobilitare la popolazione lucana in una campagna referendaria che faccia prevalere in modo chiaro il no all’ampliamento delle estrazioni”.<br /><br />L.C.<br />