Lo chiede il presidente del gruppo Udc in Consiglio regionale affermando che “questa sarebbe l'occasione per segnare un passo in avanti rispetto ad una questione di democrazia e di civiltà”
“Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative la discussione politica diventa, com’è giusto che sia, di giorno in giorno, più accesa e quotidianamente apprendiamo dalla stampa i nomi che circolano per le ipotetiche candidature a Sindaco di Potenza. Ad affermarlo il consigliere regionale dell’Udc, Francesco Mollica che aggiunge: “ ‘Nulla quaestio’, naturalmente, se non fosse per la circostanza che tra i nomi che circolano non se ne legge uno al femminile, infischiandosene della battaglia per la parità di genere che ha interessato nei giorni scorsi il Parlamento e che avrebbe potuto trovare un riscatto nelle realtà territoriali, dando un reale segnale di cambiamento”.<br /><br />“Parità di genere – continua Mollica – che il Centrosinistra finora ha millantato solo a parole riservando, praticamente, alle donne del Pd postazioni di vertice solo dove risultava obbligatorio (come negli organismi di parità) lasciando alla gestione maschile tutto il resto, compreso la segreteria dello stesso partito dove vi sono sei candidati uomini e neanche una donna. Se il centrosinistra persegue altre vie, dunque, il centro destra prenda in esame e dia la giusta considerazione a tale opportunità, perseguendo, al netto delle candidature già lanciate, l’unità delle varie compagini politiche presenti al suo interno. Questa sarebbe l'occasione per segnare un passo in avanti rispetto ad una questione di democrazia e di civiltà se veramente vogliamo condurre il nostro Paese verso l’applicazione reale, moderna e rispettosa di quell'articolo 51 della Costituzione relegando ad un paradosso le feste dedicate alla donna o la consuetudine a regalare loro mimose, quando poi ignoriamo, o peggio, rinneghiamo i principi sacrosanti scritti nella nostra Costituzione''.<br /><br />“Il nostro unico obiettivo – conclude Mollica – è quello di partecipare alla discussione politica in essere e, soprattutto, di fornire uno spunto di riflessione su quanto appena affermato, non dimenticando, come ha detto Shakespeare, che ‘Le donne sono: i libri, le arti, le accademie che mostrano, contengono e nutrono il mondo”.<br />