Mazzeo (Gruppo Misto): ecco perché non entro in Giunta

“Assessore a tutti i costi, o malgrado tutto, rappresenta uno scadimento della dignità della carica e della persona che la assume”

Dichiarazione del consigliere regionale del Gruppo Misto Enrico Mazzeo:<br /><br /><br />&ldquo;Credo sia doveroso, da parte mia, informare sulle motivazioni che mi portano a dire di no alla nomina ad Assessore Regionale. Normalmente la nomina ad Assessore rappresenta, per un Consigliere o per un comune cittadino, motivo di onore e di orgoglio. Pur tuttavia non possono essere ignorati contesti, tempi, modalit&agrave; e possibilit&agrave; concrete di adottare provvedimenti utili alle esigenze dei cittadini.<br />Aspetti questi cos&igrave; importanti che possono essere determinanti ai fini dell&rsquo;accettazione.<br /><br />Assessore a tutti i costi, o malgrado tutto, rappresenta uno scadimento della dignit&agrave; della carica e della persona che la assume. Purtroppo ho dovuto apprendere solo attraverso Basilicatanet la mia nomina ad Assessore Regionale all&rsquo;Ambiente.&nbsp;Mi sarei aspettato una comunicazione preliminare e diretta del Presidente della Giunta De Filippo, all&rsquo;atto della formazione della nuova Giunta; non come atto formale, ma soprattutto come espressione di un civile rapporto che non deve mancare, anche nelle relazioni politiche ed istituzionali.<br /><br />Con l&rsquo;investitura andrebbero trasmessi, ad ogni interessato, ruoli e compiti che gli vengono affidati nell&rsquo;ambito di un programma, magari condiviso dalla maggioranza di governo. Tranne qualche breve interlocuzione, senza alcun approfondimento e conferme, non c&rsquo;&egrave; stato altro contatto. La stessa dimissione del Presidente De Filippo, improvvisa e solitaria, dopo qualche minuto dalla nomina della nuova Giunta, dimostra la persistenza di un metodo da me sempre rifiutato.<br /><br />L&rsquo;abitudine ad un accentramento decisionale, senza nessuna partecipazione democratica, a scapito degli organismi partecipativi istituzionali e politici, sempre pi&ugrave; marginalizzati. Le questioni che attengono le Istituzioni non possono essere risolte nell&rsquo;ambito di un gruppo ristretto di un solo partito, nel nostro caso il PD, come spesso &egrave; avvenuto in questi anni ed in queste ore. Gli alleati hanno finito per fare la parte delle comparse silenziose.<br /><br />Il gruppo dirigente (ristretto) del PD, che ha rivendicato ed esercitato un ruolo guida, rispetto all&rsquo;alleanza, si deve assumere le proprie responsabilit&agrave; sulle cause che hanno determinato l&rsquo;attuale situazione. Sarebbe ingiusto scaricare, oggi, tutto il peso sulla persona del Presidente. La legislatura si conclude, oramai drammaticamente, in anticipo, dimostrando anche carenze nella cultura della democratica e della condivisione decisionale. Ci siamo trovati tutti, maggioranza compresa, difronte ad una decisione adottate e mai concordate.<br /><br />Non voglio sottovalutare le vicende giudiziarie, tuttavia, sono uno degli aspetti di una crisi pi&ugrave; generale, che da anni connota il nostro orizzonte politico ed istituzionale. La crisi &egrave; innanzitutto etico-comportamentale, di una politica che si &egrave; allontanata dai valori fondamentali ed ha smesso di essere servizio alla comunit&agrave;, diventando, invece, strumento di interessi, di singoli, di gruppi e di partito. In questo contesto si &egrave; indebolita l&rsquo;efficacia dell&rsquo;azione politica, determinando inadeguatezze nell&rsquo;affrontare e risolvere le emergenze economiche e sociali della nostra Regione.<br /><br />Le grandi questioni, come ho avuto modo di richiamare in diverse occasioni, non sono state mai affrontate con coraggio e avviate a soluzione. Molti annunci e pochi i fatti. Petrolio, Fenice, Acqua, Agricoltura, Sanit&agrave; sono capitoli rimasti aperti, per troppo tempo, con tutta una serie di problemi che determinano ricadute negative sui cittadini. Pensare di risolverli in tempi brevissimi, con strumenti limitati, sarebbe una velleit&agrave; dannosa.<br /><br />Il distacco tra Presidente, Giunta e Consiglio Regionale ha rappresentato un punto di debolezza grave per la buona funzionalit&agrave; dell&rsquo;Istituzione Regionale.<br />Ancora pi&ugrave; grave &egrave; l&rsquo;aver &ldquo;frenato&rdquo; le tante capacit&agrave; e potenzialit&agrave; presenti nel centrosinistra, privilegiando metodi verticistici.<br /><br />Malgrado ogni buona volont&agrave;, scarso sarebbe il contributo che, in queste condizioni, potrei dare ai tanti problemi della comunit&agrave; lucana, che avrebbe meritato molto di pi&ugrave; sul piano delle elaborazioni e delle realizzazioni concrete, a tempo debito.&nbsp;La mia rinuncia riguarda quindi un metodo, poco rispettoso delle persone, ma anche la coscienza di un mandato tanto limitato da potersi ritenere &ldquo;inefficace&rdquo;, specie in un settore come quello ambientale.<br /><br />Per il rispetto che meritano i cittadini lucani e per la mia stessa dignit&agrave; non mi presto a questi rituali che hanno solo il sapore di una copertura (finale), rispetto ad una crisi che viene da lontano.<br /><br />Mi assumo la responsabilit&agrave; degli errori ed eventuali omissioni che ho potuto commettere durante il mio mandato, chiedendo scusa. Auguro ai componenti della nuova Giunta un buon lavoro ed assicuro tutta la mia collaborazione alle loro iniziative.<br /><br />Per tutti noi corre l&rsquo;obbligo di una riflessione seria, approfondita e soprattutto autocritica, su tutti gli aspetti del percorso politico di questi ultimi anni. Riflessione non chiusa tra i soli addetti ai lavori, ma alla luce del sole, aperta ai cittadini ed ai mezzi di informazione, affinch&eacute; vengano date risposte serie e credibili, evitando giustificazioni superficiali ed autoassoluzioni.<br /><br />La Storia della nostra comunit&agrave;, le caratteristiche umane e sociali dei lucani, mi consentono di immaginare un futuro di rinnovamento della Politica, con Istituzioni pi&ugrave; adeguate a rispondere ai bisogni dei cittadini&quot;.<br />

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