Per il consigliere regionale del Pdl si tratta di “un assestamento della paralisi e dell’inerzia”
“E’ l’ennesimo assestamento della precarietà di una gestione che continua a produrre malessere sociale e canali preferenziali che comunque, alla lunga, non reggono più”. E’ il commento del consigliere regionale, Franco Mattia (Pdl), all’Assestamento di Bilancio 2012.
“Si è celebrata – aggiunge – la solita ‘ricomposizione’ contabile che si traduce in quella sinfonia del ritardo che accompagna le azioni e gli interventi del Governo regionale. Dal quadro riassuntivo dei lineamenti contabili si rileva in particolare una considerevole quantità di risorse finanziarie che pur risentendo delle risultanze delle manovre finanziarie dello Stato che ha imposto tagli ‘cosiddetti ragionati’ ai trasferimenti racchiude, tutto sommato, un potenziale investimento di sviluppo, per la ridondanza delle cifre, purtroppo costretto a partorire un nulla di fatto per l’incapacità di una programmazione regionale che ha solo l’orgoglio di sentirsi ricca pur sapendo di arrecare povertà ai cittadini lucani. Voglio ricordare solo un dato: la capacità di impegno, vale a dire il rapporto tra impegni e previsioni di spesa è pari al 52,3 per cento per interventi socio-economici. Questo significa che poco meno di un euro su due non si riesce a spendere – si badi bene – non per l’ordinaria amministrazione dove è pari al 92,4 per cento. Un picco di risorse, dunque – continua Mattia – che si eleva ogni anno per l’accumulazione delle somme impegnate che avrebbe dovuto rappresentare lo specchio del benessere e della civiltà ma che, invece, rappresenta la notte dei sogni svaniti per la cruda realtà delle condizioni economiche e sociali che investono la nostra regione, per il disfacimento morale e finanziario di una strategia ancora lontana dagli orizzonti dello sviluppo su cui si abbattono le rovine di un terremoto provocato dalla cattiva gestione degli strumenti di programmazione e di bilancio. Non possiamo non cogliere questa occasione per sottolineare le tante inadempienze, le tante disfunzioni, le tante anomalie, gli innumerevoli danni provocati da una programmazione regionale distratta e incoerente, priva di quella incisività necessaria per far uscire la Basilicata dall’isolamento, dalla povertà e dalla emarginazione in cui si trova”.
Per Mattia “il nodo centrale dell’attività di spesa resta, ormai da anni, l’attuazione dei programmi di fondi comunitari: nonostante la Giunta continui a ripetere che ‘siamo i primi della classe’ nella percentuale di impegni e di spesa effettiva ci sarebbero ancora non spesi circa 500 milioni del Programma Fesr e oltre 170 milioni del Fondo sociale europeo. Dello stato di attuazione del Psr siamo ancora in attesa di dati aggiornati. Alla scadenza dei sette anni del Por 2000/2006 e del successivo 2007/2013 l’applicazione della Programmazione Feoga non brilla per efficacia e i risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti. La verità, davvero difficilmente contestabile, è che le politiche regionali di sviluppo hanno subito in questi anni, nonostante le strategie innovative delineate nelle varie finanziarie, una palese involuzione ed un vistoso arretramento, perché non si è provveduto ad approntare i nodi strutturali, tipici dell’apparato produttivo di questa regione. Anche con questo
assestamento, che è davvero un assestamento della cattiva gestione delle risorse disponibili, un assestamento della paralisi e dell’inerzia – conclude – non si coglie l’esigenza di una revisione integrata dello sviluppo locale, né vi è il tentativo del superamento delle criticità che sono emerse nei cicli di programmazione che ormai sono all’approdo finale, soprattutto sul versante delle procedure e dell’attivazione degli interventi”.