L’esponente del Pdl chiede “che fine hanno fatto i programmi 1999-2009 finanziati dall’Eni”
“Ben venga il Piano di compensazione ambientale nel comprensorio petrolifero annunciato dall’assessore Mazzocco. E’ opportuno, però, che si faccia il punto su quanto è stato fatto sinora”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale Franco Mattia (Pdl), ricordando che “la Regione nel 1998 ha attivato con le compagnie petrolifere che agiscono in Val d’Agri, rappresentate dall’Eni, un negoziato finalizzato al riconoscimento del principio di compensazione ambientale, in seguito recepito anche dalla norma nazionale”.
“E’ il caso di richiamare – continua Mattia – i punti che l’intesa prevedeva a carico dell’Eni: contribuire, per un importo pari a lire 11 miliardi anno per dieci anni a decorrere dal 30 giugno 1999, ai costi per la realizzazione dei progetti, predisposti e gestiti dalla regione o da enti da essa delegati, diretti alla compensazione ambientale necessaria a bilanciare le alterazioni dirette o indirette riconducibili alle attività petrolifere e, attraverso la realizzazione di interventi di rimboschimento, di ricostruzione e manutenzione della copertura vegetale, nonché di interventi finalizzati a mantenere costanti le qualità ambientali e naturalistiche di aree ad elevata sensibilità ambientale e di aree protette quali quelle Bioitality o quelle interessate dal parco dell’Appennino Lucano; il sostegno a programmi regionali per lo sviluppo sostenibile mediante la realizzazione di progetti con 4 miliardi di lire per 10 anni per un totale di 40 miliardi; l’implementazione di un sistema di monitoraggio ambientale per un costo di 10 miliardi di lire e la sua gestione a cura della Regione Basilicata per un ammontare di spesa di 6 miliardi di lire l’anno per 15 anni. Dunque, per restare agli interventi di compensazione ambientale, in dieci avrebbero dovuto finanziare progetti e programmi per 110 miliardi di lire complessivi (circa 57 milioni di euro). Alcuni interrogativi – sostiene Mattia -mi sembrano d’obbligo: che fine hanno fatto i finanziamenti dell’Eni? Quanta superficie è stata rimboschita? Quali opere sono state realizzate per mitigare l’effetto derivante dalle attività estrattive? Mi piacerebbe – dice Mattia – conoscere una mappatura delle aree interessate dagli interventi al fine di valutarne i risultati. Così come mi piacerebbe conoscere gli effetti del precedente Piano regionale che porta la firma dell’allora assessore all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, sul finire della precedente legislatura, con un investimento sempre intorno ai 5 milioni di euro, ed anche le ricadute occupazionali in termini di unità e di giornate lavorative realizzate in tutti questi anni”.
“Credo che se fossero stati piantati tutti gli alberi previsti dai programmi 1999-2009 il ‘contesto di vivibilità ambientale’ a cui fa riferimento l’assessore Mazzocco, sarebbe ad occhio nudo molto diverso dall’attuale. Infine – conclude il consigliere del Pdl – l’auspicio è che le Aree programma a cui sono delegati gli interventi non ripetano la situazione di ritardi e di incapacità tecnico-amministrativa che ha caratterizzato l’avvio del Piano di forestazione 2012”.