“Oggi la Basilicata porta nel cuore delle istituzioni nazionali, qui al Senato, un modello di governance della salute che mette al centro l’evidenza scientifica e la tutela del territorio. Il Progetto LucAS è un impegno solenne verso i cittadini lucani: trasformare i dati in protezione, la sorveglianza in cura e la conoscenza in politiche pubbliche efficaci”.
Con queste parole l’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, è intervenuto oggi a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al convegno “Progetto LucAS – Ambiente e Salute: nuove evidenze per le politiche pubbliche”, iniziativa promossa dal Senatore Gianni Rosa.
Il Progetto LucAS (Lucania Ambiente e Salute) nasce con l’obiettivo di analizzare il legame tra determinanti ambientali e stato di salute della popolazione. Secondo Latronico, si tratta di uno studio multidisciplinare che punta a intervenire per correggere i fattori di rischio e potenziare il Servizio Sanitario Regionale nelle aree più sensibili.
Tra le attività principali illustrate dall’assessore emerge il lavoro sulla sorveglianza epidemiologica condotto con l’Università di Padova, che ha già permesso di ricostruire i profili di mortalità e ricoveri nel periodo 2015-2022. Questa mappatura consentirà di agire con precisione chirurgica laddove emergono criticità. Parallelamente, la sinergia con l’Istituto Superiore di Sanità sta portando a studi pionieristici sui biomarcatori per i tumori associati all’esposizione ambientale e sulla sindrome metabolica legata ai contaminanti industriali.
Un’attenzione particolare è stata rivolta alla medicina di genere, attraverso l’analisi di dati disaggregati per sesso per ridurre le diseguaglianze e offrire percorsi di cura personalizzati. L’approccio “One Health”, sviluppato con l’Università della Basilicata, conferma inoltre il legame indissolubile tra salute umana e ambiente attraverso lo studio della biodiversità e dei biomarcatori molecolari.
Un ruolo operativo centrale è ricoperto dall’IRCCS CROB di Rionero, che attraverso la sua Biobanca garantisce la conservazione dei campioni biologici per l’epidemiologia molecolare del futuro, e dall’AOR San Carlo che ha avviato le attività di sorveglianza sanitaria attiva portando la prevenzione direttamente nei comuni coinvolti.
“La scienza non può ignorare il vissuto delle persone,” ha concluso l’assessore, ricordando il lavoro del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II nel mappare la percezione del rischio e i bisogni delle famiglie. Integrando dati clinici e realtà sociale, la Basilicata punta a costruire una sanità equa e all’avanguardia, sostenuta dal coordinamento del dott. Michele Busciolano, della responsabile scientifica Rosanna Cifarelli e di tutti i partner istituzionali coinvolti.