C’è una Basilicata che incide, cura e scala le vette della medicina in Italia. È la Basilicata dei talenti che portano nel Dna la tempra della propria terra e la trasformano in eccellenza scientifica. L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, esprime il suo più vivo compiacimento per lo straordinario percorso professionale del professor Michele De Bonis, luminare della cardiochirurgia originario di Pietragalla.
“Il professor De Bonis – sottolinea Latronico – rappresenta la punta di diamante di quella lucanità operosa che onora la nostra regione nei contesti internazionali più prestigiosi. Vedere un figlio della nostra terra guidare l’Unità di Cardiochirurgia delle Terapie Avanzate e di Ricerca del San Raffaele di Milano non è solo un motivo di vanto accademico, ma una testimonianza di speranza e di merito”.
L’assessore Latronico guarda oltre il semplice riconoscimento formale, auspicando che l’esperienza di De Bonis possa tradursi in un valore aggiunto concreto per il territorio. “L’obiettivo della nostra amministrazione – sottolinea Latronico – è accorciare le distanze tra le eccellenze lucane nel mondo e i nostri presidi territoriali. In quest’ottica, auspico che si possa avviare una proficua collaborazione con il professor De Bonis: le sue competenze di altissimo profilo nel settore sanitario sarebbero fondamentali per rafforzare il sistema regionale della Basilicata, portando innovazione e visione scientifica a beneficio di tutti i cittadini lucani”.
Il profilo di De Bonis parla la lingua dei fatti: centinaia di interventi ad alta complessità, una produzione scientifica che conta oltre 140 pubblicazioni e una maestria riconosciuta nell’uso della robotica e delle tecniche mininvasive. Dalle valvole cardiache al trattamento dello scompenso, la sua mano ha saputo coniugare il rigore della ricerca con la precisione del bisturi.
“Oltre ai numeri e ai traguardi scientifici – prosegue l’assessore – a colpire è l’equilibrio tra l’innovazione tecnologica e la dedizione clinica. A Michele De Bonis va il ringraziamento della comunità lucana: il suo esempio dimostra che le radici in una piccola comunità come Pietragalla non sono un limite, ma il trampolino di lancio per traguardi senza confini”.