L’arte di raccontarsi: Vincenzo Claps

Il pittore e scultore lucano protagonista della rubrica dell'Ufficio stampa della Giunta regionale della Basilicata, curata da Katia Mancusi. Racconta il percorso che lo ha condotto dal figurativismo a geometrie e colore, nel quale si intrecciano “grammatica” e istinto.

Nuovo appuntamento con la rubrica “L’arte di raccontarsi”, realizzata dall’Ufficio stampa della Giunta regionale della Basilicata e curata da Katia Mancusi, dedicata a Vincenzo Claps, pittore, scultore e storico dell’arte, curatore anche dell’ultima edizione della Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Potenza, che ripercorre il proprio rapporto con il colore e la propria evoluzione artistica, dagli esordi fino alla ricerca più recente sull’immagine.

Nel corso dell’intervista, Claps riconduce le origini della propria vocazione non a un bisogno individuale, ma a una condizione comune a ogni essere umano: la creatività, sostiene, è un germe presente in ciascuno, un potenziale artistico che in ogni persona può trovare, nel tempo, forme e gradi diversi di manifestazione. Nel suo caso specifico un ruolo determinante lo ha avuto lo zio materno, dilettante di pittura, dal quale da bambino ha appreso i primi rudimenti della mescolanza dei colori e del disegno, un apprendistato che negli anni si è progressivamente evoluto fino a definire il percorso che lo ha portato a essere quello che è oggi.

L’artista ripercorre poi gli anni della formazione, gli studi di belle arti all’Accademia di Brera a Milano e la frequentazione del Circolo dei Lucani, un periodo vissuto intensamente anche sul piano umano e culturale. Come docente di storia dell’arte ha avuto la fortuna di incontrare protagonisti della cultura lombarda quali Raffaele De Grada e Guido Ballo, oltre a studiosi come il sociologo Melotti: da ciascuno di questi incontri l’artista racconta di aver tratto un sapere, componendo un mosaico di conoscenze diverse assemblate, nel tempo, nella propria cassetta degli attrezzi artistica.

Il rientro in Basilicata, ad Avigliano, è legato a esigenze familiari sopraggiunte dopo una lunga stagione milanese vissuta con pienezza. Tornato nella sua terra, Claps non ha interrotto il legame con l’arte, insegnandola al liceo e continuando a coltivarla nella propria produzione, in un equilibrio tra il compito di trasmettere contenuti ai discenti, con il rigore che il ruolo di docente richiede, e la libertà della ricerca personale, senza mai cedere alla presunzione: un atteggiamento che l’artista riconduce alla lezione socratica della consapevolezza dei propri limiti.

Il percorso creativo di Claps si è mosso da una prima fase figurativa verso un universo attuale molto più variegato, fatto di geometrie e di una spiccata espressività coloristica, che rende le sue opere immediatamente riconoscibili come racconto della propria interiorità. Alla base di questa evoluzione l’artista pone quella che definisce una grammatica del colore: una conoscenza oggettiva che precede e accompagna ogni gesto creativo, perché chi produce arte deve prima rispettarne le regole per poterle piegare, con consapevolezza, al proprio credo fantastico. Solo così, spiega, si evita l’errore di chi si affida al solo istinto senza il bagaglio di conoscenza necessario a far maturare, attraverso passaggi e stadi diversi, un’autentica esperienza artistica.

Nella sua produzione l’artista riconosce l’eco della lezione espressionista francese, dove il colore diventa manifestazione del mondo interiore oltre che rappresentazione di quello esteriore, richiamando anche il pensiero di Picasso sul rielaborare in chiave personale le esperienze altrui. Anche l’attività di scultore, con opere di rilievo presenti nella città di Avigliano dove ha il proprio studio, si inserisce in questo percorso di continua trasformazione, che oggi lo vede impegnato nella ricerca sull’immagine antropomorfica, portata a liquefarsi e a farsi informe: una direzione che lo affascina profondamente, insieme al tema dello spazio, della spazialità e del confine tra reale e irreale, e al desiderio di raccontare queste dinamiche.

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