Prosegue la videorubrica “L’Arte di raccontarsi” dell’Ufficio stampa della Giunta regionale della Basilicata con un nuovo episodio dedicato all’artista Sante Muro, intervistato nel suo studio da Katia Mancusi.
Il percorso artistico di Muro nasce da una precoce inclinazione al disegno e si sviluppa nel tempo attraverso fasi differenti, fino a trovare una sintesi espressiva nella pittura. Dopo un lungo periodo lontano dalla pratica artistica, l’autore riprende a creare partendo dal ritratto e approdando progressivamente a una produzione più complessa, caratterizzata da visioni urbane e da una ricerca materica sugli acrilici.
Un momento di svolta personale segna l’evoluzione del linguaggio, che si orienta verso ambienti mentali costruiti come stanze simboliche, popolate da figure, oggetti e segni grafici capaci di generare significati solo nella relazione tra loro. In questa fase emergono influenze pop, accanto a suggestioni surrealiste e metafisiche, in una pittura ibrida e in continua trasformazione.
La produzione più recente segna un ulteriore passaggio. Dalle dimensioni chiuse e introspettive a spazi più aperti, nei quali la riflessione individuale assume un carattere universale. Temi come l’equilibrio tra razionale e irrazionale, tra conscio e inconscio, vengono tradotti in composizioni che mantengono una struttura geometrica, esito anche della formazione tecnica dell’artista.
Elemento distintivo del lavoro è l’inserimento di parole e segni testuali, che contribuiscono a definire il valore simbolico dell’opera, insieme a interventi grafici come colature di colore che interrompono la continuità prospettica e segnano una soglia tra dimensione reale e spazio immaginato.
Il risultato è un linguaggio visivo riconoscibile, che invita lo spettatore a un’esperienza immersiva tra percezione e interpretazione, in un continuo rimando tra interiorità e rappresentazione.