Se non saranno accolti gli emendamenti proposti dal sindacato, la manovra “salva Italia” peserà sui lavoratori dipendenti e pensionati per il prossimo anno mediamente tra IMU prima casa e aumento delle Addizionali Regionali IRPEF 307,32 euro a Matera e 289,97 euro a Potenza.
E’ quanto calcola il Servizio Politiche Territoriali della UIL che ha elaborato gli effetti della reintroduzione dell’imposta sulla prima casa (IMU) e dell’aumento delle Addizionali Regionali IRPEF dello 0,33% (calcolato su un reddito lordo medio dei contribuenti regione per regione), sui cittadini residenti nei due capoluoghi di provincia.
È stato preso a riferimento, come campione, un cittadino con un reddito imponibile pari alla media delle più recenti dichiarazioni dei redditi e con un'abitazione di proprietà di circa 80 metri quadri, accatastata in A/2 e A/3 in zona semiperiferica con 5 vani.
In conseguenza di questi aumenti, per il pagamento dell'IMU e delle Addizionali regionali IRPEF, questa la situazione: Matera – Addizionale Regionale IRPEF 2012: 234 euro, IMU prima casa in A/2 95,01 euro; IMU prima casa in A/3: 51,62 euro; IMU prima casa media tra A/2 e A/3: 73,32 euro; Addizionale Irpef e Imu prima casa in A/2 329,01 euro; Totale addizionale Regionale Irpef ed Imu prima casa in A/3 285.62 euro.
Potenza – Addizionale Regionale IRPEF 2012: 234 euro; IMU prima casa in A/2: 86,34 euro; IMU prima casa in A/3: 25,60 euro; IMU prima casa media tra A/2 e A/3: 55,97 euro; Addizionale Irpef e Imu prima casa in A/2: 320,34 euro; Totale addizionale eegionale Irpef ed Imu prima casa in A/3: 259,6 euro.
Cifre certe – spiega Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL – che però non tengono conto dell’autonomia impositiva degli enti locali territoriali su queste ed altre imposte quali l’Addizionale Comunale IRPEF e la Tassa/ Tariffa rifiuti solidi urbani, che potrebbero portare altri consistenti aumenti delle imposte locali. E’ un film già visto, nonostante la tesi che sosteneva che questa manovra dovesse contenere elementi di equità. Per il momento a fare sacrifici sono sempre coloro che pagano le tasse e le imposte fino all’ultimo euro: i lavoratori dipendenti e pensionati. Tutto ciò è difficilmente tollerabile perché in questo modo non si coniuga di certo il rigore con la crescita e, soprattutto, con l’equità. Per questo sollecitiamo il Governo ad aprire già nelle prossime settimane il “secondo tempo” della partita con al centro la riforma
complessiva del fisco con un unico obiettivo: ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati.
“Analizzando il dettaglio dei provvedimenti della manovra di Governo – sottolinea il segretario generale della Uil Carmine Vaccaro – questa reintroduzione palese o mascherata dell’imposta sugli immobili peserà inevitabilmente anche, e soprattutto, sulle tasche dei lavoratori e pensionati. Il risultato potrebbe essere però drammatico: innalzamento della pressione fiscale e, soprattutto, poche difese per chi in questi anni ha pagato tutto il pagabile e che vede in forte sofferenza il proprio potere d’acquisto. Ecco perché la UIL esprime fortissime perplessità all’introduzione indiscriminata di nuovi e onerosi balzelli in assenza di tutele (esenzioni o agevolazioni) per chi vive di reddito fisso. Come Uil riteniamo invece che il nuovo Governo debba iniziare a far pagare di più chi ha più disponibilità, iniziando con il tassare quel 10% di persone che detengono il 60% della ricchezza del Paese. Inoltre, anziché agire “tout court” sulle imposte delle prime case si potrebbe, al contrario, far leva sulla rivalutazione e sulla riclassificazione delle rendite catastali, ferme agli anni ‘60, adeguandole ai valori del mercato immobiliare. Si potrebbero recuperare in questo modo ingenti risorse senza dover tassare chi, con anni di sacrifici, ha potuto acquistare la casa dove vive. È del tutto evidente – conclude Vaccaro – che un ragionamento su questo tipo di imposte non può essere affrontato senza un ragionamento complessivo sulla questione fiscale nel nostro Paese. Per questo riteniamo che non sia più rinviabile l’attuazione della delega per la riforma fiscale, la quale deve avere un solo obiettivo: ridurre le imposte per i lavoratori dipendenti e pensionati”.
BAS 05