Il regista Segatori ci spiega il suo “Don Chisciotte”

La scelta di ambientare in Basilicata e Calabria la rilettura cinematografica di un classico della letteratura mondiale. La location lucana ha plasmato il ritmo, la fotografia e l'anima stessa del film, offrendo una prospettiva inedita su un mito che continua ad affascinarci.

Il “Don Chisciotte”  è un classico della letteratura mondiale, ma è anche un simbolo universale di idealismo, ostinazione e lotta contro i mulini a vento. Cosa succede quando questo cavaliere errante di Cervantes incontra i paesaggi senza tempo della Basilicata? Abbiamo incontrato Fabio Segatori, regista visionario che ha scelto di ambientare la sua rilettura cinematografica proprio tra le terre lucane, trasformando borghi antichi e calanchi aridi nello scenario perfetto per l’avventura di Alonso Quijano. Attraverso questo dialogo esploriamo la visione del regista e cosa lo ha spinto a confrontarsi con un pilastro della letteratura mondiale, analizzando il ruolo della Basilicata come vera e propria coprotagonista. Segatori ci racconta come la regione sia una location che ha plasmato il ritmo, la fotografia e l’anima stessa del film, offrendo al pubblico una prospettiva inedita su un mito che, ancora oggi, continua a parlarci di chi ha il coraggio di sognare.

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