Grano duro, produzione lucana in ripresa

Cia Agricoltori, in occasione del principale appuntamento internazionale della filiera grano-pasta, informa che in Basilicata la coltivazione dei cereali interessa circa 159 mila ettari e le aziende coinvolte sono più di 23 mila, con una produzione che supera i 4,2 milioni di quintali

“La cerealicoltura continua a essere uno dei pilastri dell’agricoltura lucana i segnali che arrivano dalla campagna in corso consentono di guardare con maggiore ottimismo al futuro del comparto, pur senza sottovalutare le criticità che restano sul tavolo”. Così in una nota la Cia Agricoltori Basilicata in occasione dei Durum Days di Foggia, il principale appuntamento internazionale della filiera grano-pasta.

La confederazione ha evidenziato come in terra lucana “la coltivazione dei cereali interessa circa 159 mila ettari, dei quali oltre 115 mila destinati al grano duro. Le aziende coinvolte sono più di 23 mila e la produzione complessiva supera i 4,2 milioni di quintali, generando un valore della produzione agricola di oltre 110 milioni di euro. Il solo grano duro produce circa 3,27 milioni di quintali per un valore superiore agli 81 milioni di euro”. Si tratta di numeri che “confermano il ruolo centrale della cerealicoltura, responsabile di circa il 10% dell’intera produzione lorda vendibile del settore primario lucano”.

Per la Basilicata, il superamento del deficit idrico che, negli ultimi due anni aveva pesantemente condizionato le produzioni, costituisce una notizia particolarmente positiva. “Dal grano duro – è ancora scritto in una nota – nasce una qualificata industria della pasta presente sul territorio con numerosi marchi, mentre nel comparto della panificazione spicca il prestigioso Pane di Matera Igp, simbolo della tradizione agroalimentare regionale”.

Per la Cia Agricoltori Basilicata il percorso da seguire resta chiaro: rafforzare la filiera grano duro-pasta, migliorare ulteriormente la qualità delle produzioni, valorizzare la biodiversità e le varietà storiche, favorire l’aggregazione tra produttori e sostenere gli investimenti in innovazione.

 

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